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CONTINUA AD AUMENTARE LA PORTATA DEL “TORBIDONE”, IL TORRENTE RIAPPARSO A NORCIA DOPO IL TERREMOTO DEL 30 OTTOBRE

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CONTINUA AD AUMENTARE LA PORTATA DEL “TORBIDONE”, IL TORRENTE RIAPPARSO A NORCIA DOPO IL TERREMOTO DEL 30 OTTOBRE

Tratto da www.cens.it
Redazione Blue Planet Heart
Foto Francesco Rotondi

Sono davvero uniche le immagini che ci giungono oggi, 9 gennaio 2017, dalla piana di Norcia dove il torrente Torbidone, riaffiorato dopo 37 anni di totale magra, è passato negli ultimi giorni da 350 a oltre 1300 litri d’acqua al secondo di portata. Questo fenomeno, sta avendo ripercussioni sul bacino del fiume Sordo, dove in alcuni punti gli argini hanno ceduto creando allagamenti in zone rurali.

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A confermare il mutamento del corso delle acque sono gli uomini del comando stazione carabinieri Parco di Norcia, l’ormai ex forestale.
Gli allagamenti, oltre a interessare la zona della piana di Norcia dove scorre il torrente, che era scomparso in occasione del terremoto del 1979, sono stati riscontrati anche tra Norcia e Serravalle, nelle vicinanze dell’alveo del fiume Sordo dove, secondo quanto riferiscono i militari dell’ex corpo forestale dello Stato, si sono formati dei piccoli laghetti naturali.

Influenza del terremoto del 30 ottobre 2016 sull’idrografia sotterranea e in particolare sulla Risorgente temporanea del Torbidone.

A seguito del terremoto del 30 ottobre 2016 è ritornata attiva la Sorgente del Torbidone, dopo 37 anni di secca totale. L’acqua ha iniziato a fuoriuscire poche ore dopo l’evento sismico, dapprima con una piccola portata che poi è andata gradualmente crescendo. Attualmente è di circa 300 litri/secondo. E’ stato necessario intervenire con mezzi pesanti per creare un alveo sufficiente ed impedire l’allagamento dei campi a Nord Ovest di Norcia

Lo straordinario evento è la conseguenza dell’abbassamento di alcune decine di centimetri di una grande porzione dell’area del Pian Grande e zone limitrofe.

Abbassamento che ha modificato i consueti itinerari di drenaggio sotterraneo (immagine ante terremoto).

Queste linee di drenaggio nella massa calcarea, per l’abbassamento delle porzione di territorio compreso fra le faglie che delimitano il Monte Vettore e la catena che chiude le montagne ad Ovest del Pian Grande, sono state in parte abbandonate per seguirne delle altro più strette e lunghe. Questa ha determinato un innalzamento della superficie piezometrica della falda freatica sottostante al massiccio calcareo, alimentata dalle precipitazione che riversano acqua nei vari inghiottitoi (Pian Grande-Mergani, Pian Piccolo, Pian Parduto) (immagine post terremoto).

L’innalzamento della superficie piezometrica è stato di almeno di 80 m ed ha permesso la fuoriuscita dell’acqua dal Torbidone.

E’ verosimile ritenere che le sorgenti “normali” del Sordo e delle Marcite, poste 80 m più in basso, a Ovest-Nord-Ovest di Norcia, abbiano diminuito la propria portata.

Perchè si ristabilisca una situazione “normale” con le sorgenti del Sordo e delle Marcite uniche a far fuoriuscire l’acqua della falda freatica sarà necessario un tempo più o meno lungo, che al momento è difficile quantizzare. A meno che le modifiche delle vie sotterranee del drenaggio siano tali da rendere permanente la situazione attuale. (F. Salvatori)

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