IL LAGO DI BRACCIANO STA LENTAMENTE SCOMPARENDO TRA INQUINAMENTO E CAPTAZIONE SELVAGGIA: UN SILENZIOSO DISASTRO AMBIENTALE (FOTO e VIDEO)

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IL LAGO DI BRACCIANO STA LENTAMENTE SCOMPARENDO TRA INQUINAMENTO E CAPTAZIONE SELVAGGIA: UN SILENZIOSO DISASTRO AMBIENTALE (FOTO e VIDEO)

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Il lago di Bracciano, meta turistica e risorsa di biodiversità, sta lentamente scomparendo. Alle denunce di inquinamento per mancanza di depurazione delle acque, si aggiunge un’altra tegola ambientale sulle sue sorti e sulle sorti di tutte le specie che vivono nel bacino idrico e nei suoi pressi.

Il livello del lago si sta abbassando pericolosamente e questo momento siamo in un minimo storico. L’estate, per cause fisiologiche, lo prosciugherà ancora di più e i rischi sono veramente enormi.

Lo specchio d’acqua fa parte del Parco Bracciano e Martignano e include una biodiversità, che, in termini di flora, è la maggiore di tutti i laghi Europei, con 17 specie al suo interno, ovvero 1/3 di tutte le specie esistenti a livello Europeo.

Una specie in particolare è stata scoperta e rinvenuta solo in questo lago nel 2013, l’Isoetes sabatina, che, poiché vive a tra 1 metro e 1 metro e mezzo sotto la superficie, andrebbe incontro all’estinzione qualora la situazione non venisse sanata. Mentre un’altra, il Phragmites, è già scomparsa. Questo potrebbe portare, tra l’altro, a procedure di infrazione da parte dell’Europa che invece chiede la protezione degli habitat.

isoetes sabatina

garzaie

Il lago ospita anche numerose specie che effettuano nidificazione sia attraverso nidi flottanti che su alberi come nel caso della garzaia, luogo di nidificazione di almeno 3 specie di aironi. L’impatto dell’abbassamento del livello delle acque provoca effetti su ogni tipo di nidificazione in quanto rende accessibili a predatori (anche l’uomo) il nido stesso.

Ma perché tutto questo? Quali sono le cause? L’11 marzo l’’Associazione Progetto Comune’ e ‘Smart Hub’ di Bracciano ha organizzato #openlake, incontro tematico sulla salute del lago, che ha cercato di fare un’analisi integrata dei diversi aspetti che concorrono ad un tale abbassamento, grazie all’intervento di esperti in storia, geologia, biologia, botanica, climatologia.

LE CAUSE

Abbiamo intervistato Grazia Barberio, membro dell’associazione e ricercatore dell’ENEA.

“Per analizzare le cause che portano ad uno sbilanciamento dell’equilibrio del bilancio idrico secondo cui gli afflussi (precipitazioni, sorgenti sotterranee) dovrebbero eguagliare i deflussi (evaporazione, evapotraspirazione e prelievi diretti), i fattori da considerare sono precipitazione, evaporazione ed evapotraspirazione, temperatura, ricarico di acqua dal bacino circostante e dalle acque sotterranee. Tali fattori devono poi essere modellizzati per valutare anomalie e trend e capire quanto le cause sono naturali e quanto invece incide il fattore antropico (i nostri interventi, N.d.R.)”.

Cambiamenti climatici e prelievi “forzosi” (captazione) tra le cause principali. In particolare i cambiamenti climatici sono stati analizzati nella relazione dell’esperto di fisica dell’atmosfera Giampietro Casasanta attraverso stime e correlazioni tra temperatura, precipitazioni e livello idrometrico e commentati anche dal climatologo e Nobel per la Pace 2007 Riccardo Valentini.

“La relazione ha mostrato trend crescente per la temperatura e decrescente per le precipitazioni, sostanzialmente in linea con una situazione abbastanza generale ma ha anche evidenziato che, seppur vi sia questo trend, il livello del lago è più basso rispetto a quanto sarebbe per la sola incidenza dei cambiamenti climatici – continua la Barberio – I valori devono essere confermati, anche con approfondimento di altri fattori (evapotraspirazione), ma la direzione degli studi porta l’attenzione sul fattore antropico, che è l’unico a poter essere gestito ma soprattutto l’unico di cui, ad oggi e per questa specifica area geografica, mancano dati ed informazioni. Una corretta gestione della captazione è fondamentale per garantire la protezione del lago e sanare la situazione di emergenza creatasi”.

LA VITA DEL LAGO

Ma quanto vivrà ancora il lago di Bracciano andando avanti di questo passo? Gli esperti chiamati a relazionare il giorno del convegno hanno creato un Gruppo di Lavoro che si sta confrontando proprio su questi temi per poter fare previsioni più accurate.

Le fluttuazioni nel livello idrometrico del lago sono registrate nel corso del passato. Un altro valore molto basso di livello, seppur più alto rispetto all’attuale, è stato registrato nel periodo estivo 1955. Da altri dati raccolti, è risultato come negli ultimi 7 anni i due periodi di maggior stress idrico del lago sono coincisi con due periodi, (primavera/estate 2003 ed autunno/inverno 2006/07) scarsamente piovosi e molto caldi (3 gradi sopra la media), in cui comunque non si è mai raggiunto questo livello di abbassamento, neanche dopo il fisiologico calo estivo.

lago secca

Pertanto il valore di abbassamento che si sta registrando ora, durante un periodo invernale, desta molta preoccupazione per irreversibilità di alcuni fenomeni che potrebbero scaturire. Gli esperti hanno riferito a questo proposito come il livello del lago reagisca con un tempo di ritardo intorno ai 5 mesi alla ricarica naturale, il che peggiora le cose drammaticamente.

lago secca1


GLI IMPATTI ECOLOGICI

“Gli impatti di tipo ecologico sono stati dettagliati da relazioni specifiche sugli impatti sulla flora e sulla fauna da parte dei relatori del Parco stesso (Guido Baldi) e dell’università La Sapienza (Mattia Azzella) rispettivamente – precisa ancora Grazia Barberio – Il lago di Bracciano detiene un primato di biodiversità tra i laghi di Europa per flora e fauna.

“Questa è una zona umida e come tale fornisce quantità di biomassa e supporta la catena alimentare. Un abbassamento del livello fa andare in secca la zona. Il video fatto dall’Associazione Progetto Comune in collaborazione con Hydra Ricerche, mostrano che già molte zone sono in secca con conseguente perdita di biodiversità e potere filtrante (ad es. i canneti) e di un tassello importante della rete alimentare”.

LA CAPTAZIONE DEL LAGO

Un fattore umano molto pesante per le sorti del lago, purtroppo, è causa del tutto umana, ovvero la captazione, il sistema di prelievi forzosi dell’acqua in esso contenuta. Ma come possiamo evitarla o almeno ridurla per evitare il disastro?

“Il controllo della captazione di acqua dal lago è gestito da ACEA, secondo la concessione del Ministero dei LL.PP. del 1990 – ci dice Enrico Stronati, Presidente Associazione Progetto Comune – ed è eseguita per esigenze di primaria importanza, ma deve essere controllata e rispettare le escursioni del livello del lago nell’ambito di quelle naturali”.

Forse non è così? Ci domandiamo noi.

“Ciò che viene fortemente suggerito è di diversificare le fonti di approvvigionamento e, attraverso una azione di attento monitoraggio dei bacini, realizzare la captazione senza influire in maniera eccessiva e repentina sull’equilibrio naturale degli stessi” spiega ancora il Presidente.

LE POSSIBILI SOLUZIONI

Cosa si può fare ora per fermare la scomparsa del lago? Le soluzioni prospettate dagli esperti intervenuti durante il convegno prevedono diverse attività, tra cui attenta analisi scientifica e informazione alle comunità locali, controllo e monitoraggio dei prelievi diretti (ad es. pozzi, captazione) e di parametri significativi.

È anche possibile, se si vuole davvero, dotare il bacino di un sistema di monitoraggio smart che preveda misurazioni dei parametri necessari per poter valutare e controllare la salute del lago e dunque determinare i valori soglia (ed i tempi) per la captazione.

Azioni in questa direzione sono state intraprese con il progetto SMALL (Consorzio del lago), ci conferma l’associazione, ma necessitano di uno strumento organizzato ed attivo in continuità che fornisca dati in tempo reale e sia, quindi, anche fonte per la realizzazione di modelli predittivi. Da qui il nome dell’evento #openlake, ovvero un lago che fonda la sua salute sugli OpenData.

Possiamo poi effettuare interventi di manutenzione sulle paratoie, il sistema di sbarramento artificiale posto per controllare la portata del lago, al fine di gestire i periodi di livello alto delle acque che creano altri problemi, come accaduto recentemente nell’aprile del 2015, spiega il geologo Alessandro Mecali.

Naturalmente poi non bisognerebbe mai smettere di cercare innovazione per il miglioramento dei sistemi produttivi e dell’uso dell’acqua, come ha proposto Valentini e, in ultimo ma non per importanza, continuare a creare rete al fine di mantenere viva la consapevolezza e quindi i contributi della popolazione locale.

LA PETIZIONE

Il quadro appare molto preoccupante e ci chiediamo a questo proposito quale davvero sia il livello di consapevolezza della comunità locale, ma anche della politica.

“Attraverso il lavoro delle associazioni locali (Associazione Progetto Comune e Smart Hub in primis) – ci spiega ancora Grazia Barberio – si sta portando la cittadinanza a conoscenza della situazione”.

Anche noi possiamo fare qualcosa?

É stata lanciata una petizione indirizzata alle principali Istituzioni coinvolte (Presidente della Regione Lazio, Sindaco di Roma, Sindaco di Bracciano, Sindaco di Anguillara Sabazia e Sindaco di Trevignano Romano), affinché si attivino per fermare la captazione dell’acqua dal Lago di Bracciano, o, se ciò non fosse possibile, ridurre la stessa al minimo. Le sottoscrizioni ad oggi sono più di 2800 continua.

Ma la strada è lunga.

“Si consideri che la comunità interessata più da vicino dalla problematica del lago è di circa 70 mila abitanti e pertanto c’è ancora tanto lavoro da fare per la sensibilizzazione sociale e l’attivazione per la creazione di una community che vada oltre i preconcetti e i colori politici, verso l’obiettivo comune di salvaguardia e rispetto del lago conclude la ricercatrice.

Un altro disastro creato dall’uomo è, dunque, alle porte, ma possiamo fermarlo. Per firmare la petizione, è sufficiente collegarsi a questo link.

Redazione greenMe.it

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