03.36: ABBIAMO UN SOGNO RACCHIUSO IN UN CALENDARIO! AIUTACI A REALIZZARLO!

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03.36: ABBIAMO UN SOGNO RACCHIUSO IN UN CALENDARIO! AIUTACI A REALIZZARLO!

L’Associazione “l’Elefante e la Muricia”, con l’apporto gratuito di alcuni fotografi, ha realizzato il Calendario “3:36 duemila19” per contribuire, fattivamente, ad aiutare chi, tra pochi giorni, passerà il terzo Natale consecutivo lontano dalle proprie case

La funzione di un calendario dovrebbe essere quella di scadenzare la vita delle persone. In verità, l’evoluzione sociale ha fatto ‘sì che spesso diventasse strumento di comunicazione e, a volte, d’arte. Questo, anche se potrebbe apparire come un goffo tentativo di emulazione di simili attività, è stato solo lo sviluppo di un’idea di sensibilizzazione.

Tommaso Della Dora, fotografo, da due anni è attivamente impegnato a far conoscere al mondo, attraverso le sue scorribande fotografiche nei territori ricadenti nell’area geografica che è stata definita il “cratere” del terremoto del Centro Italia del 2016, la situazione reale di quei luoghi e di chi ancora, malgrado tutto, resiste ed insiste a viverci.

Tommaso è di Fano, dove vive e lavora, ma si sposta quasi ogni fine settimana per stare con la propria compagna, ad Ascoli Piceno, da dove, con altri amici, si spinge nelle zone appenniniche ferite dagli eventi accennati. Nelle pagine dei suoi siti internet e Facebook, chiunque si colleghi può vedere COME, effettivamente, senza nulla chiedere in cambio, ma per la sola passione di rappresentare fotograficamente e con parole semplici ed efficaci gli eventi della vita, egli aiuti quelle genti rimaste a difesa delle proprie case e tradizioni, con assiduità e sempre, ineluttabilmente, con il sorriso sulle labbra.

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Solo chi ha conosciuto il terremoto può sapere quali siano le sensazioni che le sue vibrazioni, il boato, il ruggito della terra che scuote la vita, provoca nelle persone, nascendo dalla pancia, nel petto; ed esplodendo nel profondo dei pensieri di ogni giorno e di quelli che accompagnano i sogni di ciascuno. E così che è nata la voglia di raccontare a chi non c’era, a chi non può o non vuole raggiungere quei luoghi, cosa effettivamente è accaduto e sta accadendo: perché “la botta”, anzi, “le botte”, sono ben fissate nel tempo.

Alle ore 3.36 del 24 agosto 2016, la prima scossa, quella che fece contare 300 morti, 26 e 30 ottobre 2016, le altre tre, quelle che non lasciarono in piedi quasi nulla.

Ad oltre due anni di distanza ben poco è stato fatto rispetto a quanto venne promesso da ogni voce politica ed amministrativa interessata. Migliaia di persone sfollate dalle proprie case che non esistono più po che sono totalmente inagibili (il numero, se rapportato alla totalità di persone che ognuno conosce e quotidianamente frequenta, è impressionante), ancora oggi vivono negli alberghi, distanti dai propri affetti e dal proprio lavoro, come esuli colpiti da ostracismo. Di chi è rimasto, a parte pochi fortunati che hanno visto le proprie case resistere contro l’inconcepibile atteso, alcuni hanno avuto la fortuna-sventura di essere assegnatari di una delle S.A.E. costruite e posizionate più vicino possibile agli insediamenti abitativi abbandonati.

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La vita è preziosa e quando la si perde non c’è più nulla cui aggrapparsi. Ma proprio perché così preziosa è triste constatare come quelle vite non siano state considerate degne di ogni tutela possibile da parte di chi doveva interessarsene.

Non era possibile reallizzare un excursus completo degli eventi, in un solo calendario; per tale motivo sono state scelte quelle immagini che si è ritenuto possano in qualche modo rappresentare uno spaccato di quel che è stata e quel che è ancora la realtà di quei luoghi.

Si rimanda ad altro per gli approfondimenti (anche ai siti che verranno indicati di seguito), così come per le indicazioni delle festività religiose e civili non riportate, chiedendo scusa per chi non è stato direttamente rappresentato in queste raffigurazioni e spiegando che quanto raccolto mediante la diffusione delle copie di questa “opera triste” verrà devoluto in beneficenza a chi, in quelle terre, ad oggi necessita ancora di aiuto concreto. Una piccola goccia in un oceano, è vero, ma anche l’oceano è formato da tante gocce.

E’ stata questa l’idea che ha mosso un altro assente (che qui scrive) a realizzare il calendario per poter riempire almeno un bicchiere da portare al desco dei suoi conterranei, da cui si è distaccato per le evenienze della vita. Forse per chiedere scusa alla propria terra di essere dovuto ripartite per l’attuale luogo residenza il giorno prima di entrambi quei sismi, così come quello prima della grande nevicata del Gennaio 2017.

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Chi fosse interessato all’acquisto del Calendario “3:36 duemila19” può effettuare qui la prenotazione previo bonifico alle seguenti coordinate bancarie

IBAN – IT04 B070 8461 8200 3500 3600 929

intestato a Associazione culturale benefica “l’Elefante e la Muricia”

con la seguente causale “n. xx copie calendario 3:36 2019”

Inviando in messaggio pvt, alla pagina 03.36 la copia del bonifico con i propri dati, verranno poi spedite le copie di spettanza.

Chiediamo, se il vostro buon cuore vi assiste fino alla fine, un piccolo contributo spese di 1€ per ogni copia inviata, così da dividerle tra noi e voi.

Associazione “l’Elefante e la Muricia”.

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