Potremmo avere ondate di caldo con massime fino a 55°C se dovessero continuare i cambiamenti climatici

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Potremmo avere ondate di caldo con massime fino a 55°C se dovessero continuare i cambiamenti climatici

Urgente azione di mitigazione e di adattamento per affrontare gli impatti delle ondate di caldo
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Le ondate di caldo amplificate dall’elevata alta umidità possono raggiungere i 40 grafi centigradi e possono verificarsi ogni due anni, con gravi rischi per la salute umana. Ora lo studio “Humid heat waves at different warming levels”, pubblicato su  Scientific Reports, rivela che se le temperature globali aumenteranno di 4° C, molte aree del mondo, Europa compresa, potrebbero essere colpite da ondate di caldo fino a 55° C.

Lo studio,  al quale hanno partecipato Simone Russo (Joint research centre – Jrc, della Commissione europea)  Jana Sillmann (Center for international climate and environmental research – Cicero di Oslo)  e Andreas Sterl (Koninklijk Nederlands Meteorologisch Instituut – Knmi, analizza l’interazione tra umidità e calore e al Jrc spiegano che «La novità di questo studio è che non solo la temperatura ma anche l’umidità relativa servono a stimare la magnitudo e l’impatto delle ondate di caldo».

I ricercatori europei hanno scoperto che le ondate di caldo derivanti dagli effetti combinati di temperature e umidità elevate esporranno sempre più persone a rischi significativi per la salute, soprattutto in Asia orientale e nella costa est americana

Al Jrc sottolineano che «L’aria calda combinata all’elevata umidità può essere molto pericolosa in quanto impedisce al corpo umano di raffreddarsi attraverso la sudorazione, portandolo all’ipertermia. Di conseguenza, se continuano le tendenze del riscaldamento globale, molte altre persone dovranno subire dei colpi di calore, in particolare nelle aree densamente popolate dell’India, della Cina e degli Stati Uniti».

Lo studio analizza i cambiamenti nella probabilità annuale di una caldo e umidità elevati  a partire dal 1979 nei diversi scenari di riscaldamento globale ed evidenzia che «Se le temperature globali aumenteranno fino a 2° C rispetto ai livelli preindustriali, l’effetto combinato di calore e umidità (noto come temperatura apparente o indice di calore percepito) supererà ogni anno probabilmente i 40° C in molte parti dell’Asia, dell’Australia, dell’Africa settentrionale, del Sud e Nord America. L’Europa sarà meno colpita con una probabilità fino al 30% di avere forti ondate di calore ogni anno».

Ma se temperature raggiungeranno i  4° C in più il futuro si annuncia fosco: gli scienziati prevedono che comparirà una nuova ondata di super-caldo con temperature apparenti che supereranno a i 55° C: un livello critico per la sopravvivenza umana. Il caldo insopportabile  colpirà  aree densamente popolate come la costa orientale Usa, la Cina costiera, gran parte dell’India e del Sud America. I ricercatori avvertono che «In questo scenario del riscaldamento globale, l’Europa potrebbe subire regolarmente  ondate di caldo annuali con una temperatura apparente di oltre 40° C, mentre alcune regioni dell’Europa orientale potrebbero essere colpite da ondate di caldo superiori a 55° C».

Russo, Sillmann e Sterl sottolineano: «Anche se alcune aree urbane come Chicago e Shanghai non sono considerate ad alto rischio per le ondate di caldo basate solo sulla temperatura, la probabilità di un fenomeni metereologici estremi aumenta fortemente quando si prende in considerazione  l’umidità relativa».

Secondo lo studio, «l’effetto dell’umidità relativa sulla magnitudo e sul picco delle ondate di caldo potrebbe essere sottovalutato nelle attuali ricerche». I ricercatori sostengono la necessità di un’urgente azione di mitigazione e di adattamento per affrontare gli impatti delle ondate di caldo e indicare le regioni in cui potrebbero essere necessarie nuove misure di adattamento per far fronte allo stress termico.

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