L’innalzamento del livello del mare aumenta il rischio di tsunami devastanti in tutto il mondo

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L’innalzamento del livello del mare aumenta il rischio di tsunami devastanti in tutto il mondo

Tsunami oggi modesti, in futuro potrebbero avere gli stessi effetti negativi dei grandi tsunami odierni
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«Mentre il livello del mare aumenta a causa dei cambiamenti climatici, altrettanto fanno i rischi globali e potenziali danni devastanti da tsunami. Anche un lieve innalzamento del livello del mare, di almeno mezzo metro, comporta maggiori rischi di tsunami per le comunità costiere di tutto il mondo», a dirlo è il nuovo studio “A modest 0.5-m rise in sea level will double the tsunami hazard in Macau” pubblicato su  Science Advances  da un team di ricercatori di Singapore, Taiwan e Usa

Che molte città e comunità costiere del mondo siano minacciate dall’innalzamento del livello del mare è ben noto, ma i ricercatori asiatici e statunitensi fanno notare che «Le nuove scoperte ipotizzano un probabile aumento delle inondazioni anche molto più all’interno, provocate dagli tsunami dopo i terremoti». E viene subito in mente lo tsunami che ha devastato una parte del nord del Giappone dopo il terremoto di Tohoku-Oki del 2011, provocando il disastro nucleare di Fukushima Daiichi.

Robert Weiss, del Dipartimento di geoscienze del  Virginia Tech che ha supervisionato il lavoro dei ricercatori dell’Earth Observatory of Singapore e dell’Asian School of the Environment della Nanyang Technological University e della National Taiwan University, spiega che «La nostra ricerca dimostra che l’innalzamento del livello del mare può aumentare significativamente il rischio di tsunami, il che significa che tsunami oggi modesti, in futuro potrebbero avere gli stessi effetti negativi dei grandi tsunami odierni. Gli tsunami più piccoli generati da terremoti di magnitudo minore si verificano frequentemente e regolarmente in tutto il mondo».

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Per realizzare lo studio, Weiss e i suoi collaboratori hanno simulato al computer degli tsunami nel territorio autonomo cinese di Macao, sia con il livello del mare attuale che con aumenti del livello del mare che vanno da 50 centimetri a un metro al livello del mare, Macao è stata scelta perché è una regione costiera densamente popolata a sud della Cina che è generalmente al riparo dagli attuali rischi di tsunami.

Con l’attuale livello del mare, sarebbe dovuto avvenire un terribile terremoto di magnitudo 8,8 per provocare una diffusa inondazione da tsunami a Macao. Ma con l’innalzamento del livello del mare simulato, i risultati hanno sorpreso il team: «L’innalzamento del livello del mare ha aumentato drasticamente la frequenza delle inondazioni indotte dallo tsunami da 1,2 a 2,4 volte con l’aumento di mezzo metro e da 1,5 a 4,7 volte per l’aumento di un metro».

Il principale autore dello studio, Linlin Li dell’ Earth Observatory of Singapore, evidenzia: «Abbiamo scoperto che l’aumento della frequenza delle inondazioni è stato causato da terremoti di minore ampiezza, che non rappresentavano una minaccia con l’attuale livello del mare, ma potrebbero causare inondazioni significative in condizioni di livello del mare più elevato».

Adam D. Switzer, anche lui della Nanyang Technological University di Singapore, spiega a sua volta: «Nello studio simulato su Macao, che ha una popolazione di 613.000 abitanti, abbiamo prodotto una serie di mappe dell’inondazione dello tsunami, utilizzando più di 5.000 tsunami simulati generati da terremoti che sarebbero stati generati dalla Fossa di Manila».  Il team di ricercatori stima che nella regione di Macao il livello del mare aumenterà di 50 cm entro il  2060 e di un metro entro il 2100, e ricorda che «Il rischio di tsunami di grandi dimensioni nella regione del Mar Cinese Meridionale deriva principalmente appunto dalla Fossa di Manila», una faglia sismica che si estende da Luzon nelle Filippine fino a sud di Taiwan.  E’ dal 1560 che la Fossa di Manila non genera un terremoto superiore a magnitudo 7.8, ma uno degli autori dello studio, Wang Yu della National Taiwan University, avverte: «La regione condivide molte delle caratteristiche delle aree di origine che hanno provocato il terremoto delle Sumatra-Andamane nel 2004, così come il terremoto del 2011 nel Giappone settentrionale, che hanno causato entrambi una massiccia perdita di vite umane».

Questo aumento dei pericoli derivanti dagli tsunami si basa su problemi già noti e che le comunità costiere devono affrontare in tutto il mondo: l’erosione costiera e una maggiore possibilità di inondazioni anche durante le alte maree, con l’innalzamento del livello del mare man mano che la Terra si riscalda.

Weiss conclude: «Il Mar Cinese Meridionale è un ottimo punto di partenza per questo studio dettagliato, perché è un oceano con un rapido innalzamento del livello del mare ed è anche sito di molte grandi città che avranno conseguenze significative a livello mondiale se verranno colpite, e molti dovrebbero seguire il nostro esempio.
Politici, urbanisti, servizi di emergenza e compagnie di assicurazione devono collaborare per creare o assicurare fasce costiere più sicure. L’innalzamento del livello del mare deve essere preso in considerazione a fini della pianificazione, ad esempio per gli sforzi di bonifica, ma anche per la progettazione di misure protettive, come le dighe o le infrastrutture verdi. Quello che qualche anno fa ipotizzavamo fosse il peggior caso in assoluto, ora sembra essere di dimensioni modeste per quel che è previsto in alcune località. Dobbiamo studiare il cambiamento a livello locale dell’altezza del mare in modo più completo, per creare modelli predittivi migliori che aiutino a fare investimenti in infrastrutture che siano sostenibili o quasi».

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