Trovato morto Indonesia un capodoglio che aveva ingerito 115 bicchieri e 19 bottiglie di plastica!

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Trovato morto Indonesia un capodoglio che aveva ingerito 115 bicchieri e 19 bottiglie di plastica!

Si è spiaggiato in un Parco Nazionale: nello stomaco aveva in tutto 6 kg di plastica
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Nella tarda serata del 19 novembre. lungo le coste dell’isola di Kapota, nel Parco nazionale di Wakatobi, in Indonesia, è stato trovato un capodoglio (Physeter macrocephalus) morto lungo 9,5 metri  nel cui stomaco, secondo il Wwf Indonesia, c’erano 6 Kg di plastica composti da «Plastica dura (19 pezzi, 140 g), bottiglie di plastica (4 pezzi, 150 g), buste di plastica (25 pezzi, 260 g), infradito (2 pezzi, 270 g), pezzi di corda (3,26 kg) e bicchieri di plastica (115 pezzi, 750 g)».

Gli ambientalisti indonesiani sono molto preoccupati: «Sebbene non siamo stati in grado di dedurre la causa della morte, i fatti che vediamo sono davvero terribili – ha detto all’Associated Press Dwi Suprapti, coordinatore conservazione specie marine del Wwf Indonesia – A causa del suo avanzato stato di decomposizione, non è stato possibile dire se la plastica abbia causato la morte del cetaceo».

Nei Paesi del sud-est asiatico l’utilizzo della plastica usa e getta è diventato un grosso problema e, secondo un rapporto del 2015 di Ocean Conservancy e McKinsey Center for Business and Environment, da sole Cina, Indonesia, Filippine, Vietnam e Tailandia  rappresentano fino al 60% dei rifiuti di plastica che finiscono negli oceani

Si ritiene che i sacchetti di plastica ogni anno uccidano ogni anno centinaia di animali marini. A giugno, nel sud della Thailandia è stato trovato un globicefalo (Globicephala melas) morto che aveva inghiottito 80 sacchetti di plastica.

Il rapporto “Foresight Future of the Sea Report” pubblicato il 21 marzo dal governo britannico avvertiva che, se i rifiuti non verranno drasticamente ridotti, «La quantità di plastica nell’oceano potrebbe triplicarsi in un decennio».

A fine  2017, l’Onu ha dichiarato che la vita marina si trovava ad affrontare «danni irreparabili» a causa dei circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica che finiscono negli oceani ogni anno.

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