Ricostruita la storia della più grande banchisa glaciale della Penisola Antartica. E non ci sono buone notizie (VIDEO)

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Ricostruita la storia della più grande banchisa glaciale della Penisola Antartica. E non ci sono buone notizie (VIDEO)

Il collasso delle banchise antartiche si spinge sempre più a sud. Potrebbe collassare anche la Larsen C, stabile da 10.000 anni
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Lo studio “History of Larsen C Ice Shelf reconstructed from sub-ice shelf and offshore sediments by Smith”, pubblicato su Geology da un team di ricercatori internazionali guidato dal British Antarctic Survey (BAS), ha utilizzato per la prima volta i dataset geologici per ricostruire la storia della banchisa di ghiaccio di Larsen C in Antartide, la più grande rimasta, – più di 40.000 Km2 – di un’area di ghiaccio molto più estesa della Penisola Antartica che ha iniziato a rompersi negli anni ’90 (Larsen A) e ha visto un enorme collasso nel 2002 (Larsen B). Gli scienziati dicono che «Questa nuova ricostruzione consente di capire meglio se e quando la banchisa  glaciale rimanente potrebbe collassare in futuro».

Su Geology il team di ricerca internazionale descrive come la più grande banchisa di ghiaccio rimasta nella Penisola Antartica sia rimasta stabile negli ultimi 10.000 anni. Ha avuto un paio di fasi di ritirata nei periodi caldi precedenti – circa 9.000 e 4.000 anni fa – ma non è mai crollato come le banchise più a nord.

La vasta banchisa di ghiaccio di Larsen, grande il doppio del Galles, ha attirato l’attenzione dei media globali, dopo che nel 2017 aveva partorito un iceberg di 5.800 Km2, del peso di oltre un trilione di tonnellate. Quest’anno, ad aprile, il gigantesco iceberg si è rotto completamente, dopo un viaggio alla deriva, durato 3 anni, che lo ha portato dalla Penisola Antartica all’isola subantartica della South Georgia.

Al BAS spiegano che «Negli ultimi 25 anni, molte delle banchise glaciali  della regione sono collassate, inclusa la rapida disintegrazione della piattaforma di ghiaccio Larsen B nel 2002. La rottura sequenziale delle banchise di ghiaccio lungo la penisola antartica orientale è collegata alle temperature atmosferiche più calde che si sono gradualmente spostate verso sud negli ultimi 50 anni. Allo stesso tempo, anche le calde correnti oceaniche sono aumentate, indebolendo dal basso le banchise di ghiaccio della regione».

Utilizzando la tecnologia di trivellazione con acqua calda per penetrare attraverso la piattaforma di ghiaccio spessa 300 metri, nel 2011 il team ha raccolto carote di sedimenti sul fondo marino da sotto la banchisa glaciale Larsen C. I dati di queste trivellazioni sono stati combinati con quelli provenienti da carote di sedimenti recuperati al largo un decennio prima, consentendo agli scienziati di ricostruire la prima storia dettagliata della piattaforma di ghiaccio. Gli autori dello studio concludono che «Nonostante la modesta ritirata e gli avanzamenti del fronte della banchisa di ghiaccio, non vi è stato alcun crollo significativo negli ultimi 10.000 anni».

Il principale autore dello studio, il geologo marino James Smith del BAS, ha detto a BBC News: «E’ chiaramente una banchisa di ghiaccio robusta, è attaccata lì da molto tempo. Quindi, con quella resilienza, potremmo potenzialmente prevenire un collasso se frenassimo le emissioni di carbonio e ottenessimo una buona grip sul riscaldamento atmosferico. Ma quello che direi è che Larsen C è probabilmente vulnerabile come non lo è mai stata negli ultimi 10.000 anni perché è probabilmente più sottile di quanto sia mai stata in quel periodo».

Larsen C è importante perché, come tutte le banchise glaciali, “sostiene” i ghiacciai nell’entroterra. Con la riduzione della banchisa, il mare riscalderebbe più velocemente il fronte dei ghiacciai e il loro scioglimento aumenterebbe ulteriormente il livello del mare.

Un fenimeno che è stato documentato nei collassi delle banchise settentrionali, dopo i quali il parto di iceber dai ghiacciai e aumentato. Larsen C delimita circa 300 – 400 km di costa, quindi è fondamentale che rimanga intatto il più a lungo possibile mentre riscaldiamo ulteriormente il pianeta nei decenni a venire.

Smith sottolinea che «E’ in corso un enorme sforzo scientifico internazionale per ottenere una migliore comprensione di ciò che sta accadendo alle banchise di ghiaccio dell’Antartide. Se riusciamo a capire cosa è successo in passato, avremo un’idea di cosa potrebbe accadere in futuro. Possiamo forse differenziare gli eventi naturali che influenzano le banchise glaciali dai cambiamenti ambientali legati all’attività umana. Questo nuovo studio fornisce il pezzo finale del puzzle alla storia di questa più grande banchisa di ghiaccio rimasta nella penisola orientale».

Il team di ricerca internazionale suggerisce che  «La persistenza di Larsen C, così come di Larsen B, implica che queste banchise di ghiaccio fossero più resistenti al riscaldamento climatico passato perché erano più spesse, o che il calore dell’atmosfera e dell’oceano non fosse penetrato così a sud».

In questo contesto, il crollo di Larsen B nel 2002 ha fornito il primo indizio che l’entità dei collassi contemporanei della banchisa di ghiaccio stava iniziando a spingersi più a sud che in qualsiasi momento negli ultimi 10.000 anni. Larsen C sta anche mostrando segnali che potrebbe essere la prossima banchisa di ghiaccio sulla strada del collasso.

Adrian Luckman, della Swansea University, che non ha partecipato allo studio, presto andrà sul Larsen C per studiarne le zone di sutura, le aree in cui i ghiacciai che alimentano la banchisa si “incollano” insieme per formare la piattaforma ghiacciata. La natura del ghiaccio in queste zone lavora per smorzare l’attività delle crepe e quindi aiuta a mantenere intatta la banchisa. Luckman ha detto a BBC News che «Prevedere la futura evoluzione di Larsen C è complicato. Si trova nel freddo mare di Weddell, quindi non è soggetto allo stesso rapido riscaldamento dell’oceano visto altrove in Antartide come il ghiacciaio Thwaites (nell’ovest del continente), e ci sono alcune prove di ispessimento della piattaforma di ghiaccio piuttosto che di diradamento. D’altra parte, Larsen C ha progressivamente perso area durante l’era satellitare – in modo abbastanza spettacolare durante gli anni ’80 e nel 2017 – quindi è probabile che questa tendenza continui».

Smith conclude: «Ora abbiamo un quadro molto più chiaro del modello e dell’entità dei collassi della banchisa glaciale, sia passate che presenti. Iniziano a nord e procedono verso sud man mano che l’atmosfera e l’oceano si riscaldano. Se dovesse verificarsi il collasso del Larsen C, questo confermerebbe che l’entità della perdita di ghiaccio lungo la Penisola Antartica orientale e il cambiamento climatico sottostante non hanno precedenti negli ultimi 10.000 anni».

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