CORRENTI ATLANTICHE E ARIA FREDDA: UN AGGIORNAMENTO SULLA PROBABILE INTERAZIONE TRA I DUE FLUSSI SUL NORD ITALIA PREVISTA TRA VENERDÌ E SABATO

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CORRENTI ATLANTICHE E ARIA FREDDA: UN AGGIORNAMENTO SULLA PROBABILE INTERAZIONE TRA I DUE FLUSSI SUL NORD ITALIA PREVISTA TRA VENERDÌ E SABATO

CORRENTI ATLANTICHE E ARIA FREDDA: UN AGGIORNAMENTO SULLA PROBABILE INTERAZIONE TRA I DUE FLUSSI SUL NORD ITALIA PREVISTA TRA VENERDÌ E SABATO

di Andrea Corigliano – fisico dell’Atmosfera



La grave ondata di maltempo in atto sulle due Isole Maggiori e sulla Calabria, in attenuazione solo nel corso di mercoledì, aprirà come detto una fase meteorologica particolarmente dinamica per l’intervento delle correnti perturbate atlantiche che a più riprese invieranno sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo alcuni sistemi nuvolosi. Siamo oggi concentrati sulla probabile evoluzione che potrebbe delinearsi a ridosso del fine settimana, quando il sopraggiungere dalla Francia di una profonda circolazione ciclonica esporrebbe la nostra penisola ad un richiamo di correnti meridionali, prevalentemente di libeccio, che riuscirebbero comunque a rientrare sulle regioni settentrionali tra est e sud-est sotto l’azione di un minimo secondario in probabile formazione tra il Golfo del Leone e quello Ligure.



Mentre l’aria fredda in ingresso tra oggi e domani lungo il versante adriatico e in Pianura Padana verrebbe sostituita al Centro-Sud da quella più mite in arrivo da ovest, al Nord questa sostituzione potrebbe essere molto più lenta e in parte inibita perché le regioni settentrionali si troverebbero proprio al confine tra la circolazione occidentale e quella periferica fredda di ritorno, risucchiata con il proprio nucleo gelido da sud-est verso nord-ovest verso le Isole Britanniche. In questa analisi facciamo riferimento alla situazione prevista sulla quota isobarica di 950 hPa, cioè a un’altezza che è quasi prossima al suolo, per far notare come in Pianura Padana il campo termico, a circa 400 metri di quota, tra venerdì 23 e sabato 24 gennaio potrebbe oscillare di un paio di gradi intorno allo zero, specie sul settore centro-occidentale.

Lo scorrimento delle correnti umide al di sopra di questo flebile strato di aria più fredda potrebbe quindi garantire precipitazioni nevose almeno fino a quote di collina o di bassa collina: si tratta di una prima bozza di previsione che necessiterà di un’ulteriore analisi alla luce dei nuovi aggiornamenti dal momento che, come è ben facile comprendere, l’equilibrio sul mantenimento dei fiocchi di neve è legato ad uno stato termico piuttosto precario

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