E POI… L’INVERNO
E POI… L’INVERNO
Di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera
Siamo quasi arrivati a destinazione di un viaggio che abbiamo iniziato il 13 dicembre scorso quando, analizzando nell’insieme le prime indicazioni valide per il periodo che arrivava fino ai giorni di Natale, grazie all’approccio probabilistico e al raggruppamento in cluster degli scenari calcolati dalla modellistica numerica si evidenziava la possibilità della formazione di un campo anticiclonico alle alte latitudini. Abbiamo osservato diverse dinamiche legate a una configurazione barica a scala sinottica che per le nostre latitudini non sempre comporta l’arrivo dell’aria fredda se non ci sono i giusti incastri per veicolare il freddo proprio verso le nostre regioni. Siamo così passati dal moto retrogrado di una goccia fredda di matrice artico-continentale che è transitata a nord delle Alpi a un’avvezione di aria insolitamente mite che ha abbondonato la penisola scandinava per andare incontro a compressione adiabatica sul nostro versante alpino.

Abbiamo sperimentato il veloce passaggio dell’azione periferica di un’intensa irruzione di origine artica che ha interessato soprattutto l’area balcanica e l’est europeo e ci apprestiamo ora a sperimentare una situazione che, entro la fine della prima decade di gennaio, vedrà proprio il Mediterraneo centro-occidentale come obiettivo di una fase atmosferica dalle caratteristiche prettamente invernali, con temperature che si porteranno di diversi gradi al di sotto della media del periodo: in figura, è evidenziata per l’esempio la demarcazione che indica un’anomalia negativa di 5 °C della massa d’aria, mediata sul periodo dal 6 al 10 gennaio. Tutto ciò accadrà a causa di un ultimo tassello di questo intricato mosaico che andrà a incastrarsi nel posto giusto e al momento giusto, vale a dire di una figura depressionaria che entrerà sul palcoscenico mediterraneo da ovest proprio quando l’aria fredda si sarà ormai propagata su tutta l’Europa, fino ad addossarsi all’arco alpino e aspettare l’ultimo traghettatore per compiere il passo decisivo verso sud. Ci sono volute tre settimane per chiudere il cerchio, a dimostrazione di quanto siano davvero complesse le dinamiche di un mondo a cui ogni giorno ci avviciniamo con curiosità e desiderio di conoscenza. È questa, cari amici, la meteorologia: è la storia di un percorso fatto di mille peripezie e di altrettante strade che si intrecciano, si sovrappongono, si allontanano e poi tornano a incontrarsi seguendo i piani caotici dell’atmosfera.
La prima fase invernale è alle porte. Nulla di eccezionale, sia chiaro, ma con i tempi che corrono è quasi una notizia. Fasi come queste ne dovremmo statisticamente contare tre o quattro nel corso di una stagione, senza scomodare le ondate di gelo che in passato hanno fatto la storia della meteorologia italiana. Un sussulto di normalità di un inverno di cui ormai fatichiamo a riconoscere la voce da quanto ormai è diventata flebile.