Gli scienziati hanno individuato un pianeta “vagabondo” delle dimensioni di Saturno

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Gli scienziati hanno individuato un pianeta “vagabondo” delle dimensioni di Saturno

Si tratta della prima misurazione della massa di un pianeta liberamente fluttuante, che non orbita intorno a una stella
di Jackie Flynn Mogensen/Scientific American
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illustrazione del pianeta oggetto dello studio (© NASA’s Goddard Space Flight Center)
illustrazione del pianeta oggetto dello studio (© NASA’s Goddard Space Flight Center) 

Quando immaginiamo un pianeta, ne pensiamo uno come il nostro, in orbita attorno a una stella. Ma alcuni hanno un’esistenza molto più solitaria, andando alla deriva nello spazio interstellare senza un Sole che possano chiamare proprio. Conosciuti come pianeti “vagabondi” o “liberamente fluttuanti”, questi mondi sono spesso difficili da studiare. Senza una stella nota e senza un’orbita da cui stimarne le dimensioni, sono generalmente passati inosservati – almeno finora.

In uno studio “pubblicato su Science”, alcuni scienziati mostrano come siano riusciti a misurare per la prima volta la massa di uno di questi pianeti erranti: una svolta che potrebbe consentire ulteriori studi su questi strani mondi solitari.

Invece di osservare l’orbita del pianeta, il gruppo di ricerca, guidato da Subo Dong, dell’Università di Pechino, in Cina, ha analizzato in che modo la gravità del pianeta abbia deviato la luce di una stella lontana – in un cosiddetto evento di microlente gravitazionale – da due punti di osservazione distinti: la Terra e l’osservatorio spaziale Gaia, ormai in pensione.

Quanti pianeti erranti si aggirano nella Via Lattea?

La tecnica ricorda il meccanismo alla base della percezione della profondità della visione umana, spiega Dong: l’evento di microlente è stato osservato da Gaia circa due ore dopo rispetto agli scienziati sulla Terra. Questa differenza temporale ha permesso ai ricercatori di misurare la distanza del pianeta e stimarne la massa.

“La cosa davvero fantastica di questo lavoro, e degna di nota, è che è la prima volta che otteniamo una massa per questi oggetti”, afferma Gavin Coleman, ricercatore post-dottorato presso la Queen Mary University di Londra, nel Regno Unito, autore di un commento correlato pubblicato anch’esso “su Science”, non coinvolto nello studio. “Ciò è stato possibile solo perché gli autori disponevano di osservazioni sia da terra sia di Gaia, osservando da due luoghi diversi.”

Ciò che hanno scoperto è che il pianeta ha all’incirca la stessa massa di Saturno. Ma i risultati offrono anche un indizio sul suo passato: “Conoscere la sua massa è il punto di partenza”, spiega Dong. “Possiamo iniziare a capire quale potrebbe essere l’origine e la storia di questo pianeta.”

Un nuovo conteggio dei pianeti erranti

Dong spera che lo studio offra un trampolino di lancio per ulteriori ricerche volte a comprendere meglio questi misteriosi corpi cosmici. Tale ricerca riceverà una spinta nel corso di quest’anno grazie al Nancy Grace Roman Space Telescope [dal nome dell’astronoma, che prima donna a coprire un ruolo dirigenziale alla NASA, ha avuto un ruolo centrale nella pianificazione del telescopio Hubble, NdR]della NASA, il cui lancio è previsto per settembre, afferma David Bennet, ricercatore senior all’Università del Maryland a College Park, e la NASA. Capace di fotografare l’intero cielo 1000 volte più velocemente del telescopio spaziale Hubble, il Roman potrebbe aiutare a identificare centinaia di pianeti erranti. E grazie a questo lavoro, i ricercatori avranno un modo per stimarne anche le masse.

“Si è spalancata una porta per studiare questa nuova popolazione emergente di pianeti”, conclude Dong.

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