IN CAMMINO VERSO UNA FASE DALLE CARATTERISTICHE INVERNALI
IN CAMMINO VERSO UNA FASE DALLE CARATTERISTICHE INVERNALI
di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera
L’immagine satellitare di questo pomeriggio ci mostra la posizione delle figure bariche che saranno responsabili delle condizioni meteorologiche attese sul Mediterraneo nei prossimi 6-7 giorni. Due diverse circolazioni cicloniche, una fredda di origine artica e una più temperata di matrice oceanica, si daranno appuntamento proprio alle nostre latitudini e, interagendo, andranno a costruire le condizioni atmosferiche che osserveremo sulla nostra penisola tra il 4 e il 7 gennaio.

Si tratterà di un’evoluzione complessa che peraltro procederà al rallentatore perché la depressione oceanica non è al momento guidata in quota dal flusso portante che scorre più a nord. L’interazione tra i due vortici avverrà quindi lentamente e bisognerà aspettare le prossime 72-96 ore per avere indicazioni più affidabili su come questa dinamica andrà strutturandosi nei dettagli perché, per quando si tratti di un’evoluzione a medio termine, la posizione del minimo mediterraneo definirà la localizzazione delle precipitazioni e le aree in cui l’interazione tra l’aria mite e l’aria fredda potrà dar luogo a nevicate fino a quote basse o molto basse: in un territorio così complesso come la nostra penisola, poche centinaia di chilometri fanno la differenza e per una previsione che al momento arriva a 5-6 giorni si tratta di una distanza temporale ancora molto ampia, soggetta a nuove correzioni con i successivi ricalcoli modellistici che non mancheranno di aggiornare l’evoluzione. L’interazione tra le due circolazioni consentirà certamente all’aria fredda – che nel frattempo avrà raggiunto l’Europa centrale fino ad addossarsi all’arco alpino – di scivolare inizialmente verso sud-ovest per raggiungere la Francia e la penisola iberica, ma anche di affacciarsi dalla porta della bora man mano che la depressione oceanica si avvicinerà all’Italia, tra l’altro con una possibilità non esclusa che possano formarsi anche minimi secondari capaci di rimodulare localmente i flussi. Avremo di fronte una situazione sicuramente di stampo invernale, ma che necessita di calma e pazienza prima di arrivare a sciogliere la prognosi.