LA PREVISIONE DEL TEMPO PER L’EPIFANIA

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LA PREVISIONE DEL TEMPO PER L’EPIFANIA

LA PREVISIONE DEL TEMPO PER L’EPIFANIA

di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera

Continua il flusso di correnti umide e temperate sud-occidentali che interessa soprattutto le regioni centro-meridionali, mentre al Nord si mantiene una circolazione fredda nord-orientale che trabocca sui nostri mari settentrionali passando dalla porta della bora e dai valichi dei Giovi e del Turchino. Nel letto di questo nastro trasportatore che nasce sul Mare di Alboran si sta ora inserendo un altro impulso instabile che nella giornata di domani, martedì 6 gennaio, sfilerà da sud-ovest verso nord-est sotto la guida di un minimo depressionario di circa 1000 hPa che nelle prime ore del pomeriggio si sarà portato sul Tirreno centro-meridionale: nuove precipitazioni sono quindi in arrivo, grosso modo sulle stesse regioni che sono state interessate dai fenomeni nella giornata di ieri.

Nelle aree di confine tra i due flussi – che trasportano masse d’aria molto diverse tra di loro – sarà elevata la probabilità di avere nevicate fino a quote molto basse: stiamo parlando dei settori compresi tra l’Emilia orientale, la Romagna, le aree più interne della Toscana, l’Umbria e le Marche. Il mantenimento dei fiocchi di neve fino a quote prossime alla pianura è certamente favorito dalla presenza di una massa di aria fredda in quota, ma anche in questo caso non mancano i contributi di fattori locali che funzionano come dei veri e propri interruttori capaci di posizionarsi su «neve sì» o «neve no»: è per esempio il caso della Romagna e della costa settentrionale marchigiana dove la probabilità di vedere nevicare fin sulla costa è dovuta all’impostazione alla mesoscala dei venti nord-occidentali in scorrimento lungo la pedemontana collinare emiliana fino alle aree costiere (fig. 1, a sinistra). Sarà proprio questa, con buona probabilità, la situazione che si presenterà domani almeno fino al tardo pomeriggio. L’influenza dei venti di bora dovrebbe rimanere confinata al largo e quindi non perturbare lo stato termico dei bassi strati con un aumento delle temperature che determinerebbe la fusione dei fiocchi: a tal proposito, si osservi come sul mare saranno probabili valori termici sui 3-7 °C, mentre lungo la costa si potrebbero toccare 0-2 °C proprio grazie alla disposizione delle correnti appena descritta.

Tenendo conto delle considerazioni appena esposte, vediamo di sintetizzare il quadro previsionale che vedrà condizioni di tempo a tratti perturbato tra la Sardegna, quasi tutte le regioni centrali e la Campania dove si prevedono precipitazioni diffuse e localmente intense, specie tra il Lazio ed il settore appenninico tra Marche, Umbria, Abruzzo e Molise (fig. 2, a sinistra).

Nevicate a quote montuose (oltre i 1200-1400 metri) su Lazio, Abruzzo, Molise e Campania, in calo dalla sera. Nevicate a quote basso-collinari (200-400 metri) sulla restante area appenninica centrale (fig. 2, a destra), con possibili fioccate non escluse anche sulle aree più interne della Toscana centro-orientale. Probabili deboli nevicate fino a quote pianeggianti o comunque prossime alla pianura (0-200 metri) sull’Emilia centro-orientale, sulla Romagna e sulle coste settentrionali delle Marche. Si segnala infine la possibilità di qualche fioccata anche sulle coste dell’alto Adriatico. Nella giornata di mercoledì 7 la perturbazione si sposterà verso il Sud con annesso calo termico. Vedremo gli sviluppi nel prossimo intervento.

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