PASSATA LA TEMPESTA… NON TORNA IL SERENO

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PASSATA LA TEMPESTA… NON TORNA IL SERENO

PASSATA LA TEMPESTA… NON TORNA IL SERENO

di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera

Centinaia di chilometri di coste distrutte dalla furia della mareggiata. Danni ingenti alle strutture balneari, alla rete viaria e agli edifici. L’intensa depressione Harry ha lasciato purtroppo il segno con la pioggia battente e con la potenza di un moto ondoso che ha raggiunto altezze anche superiori ai nove metri. La forza del cielo e quella del mare hanno colpito rendendoci ancora una volta fragili e indifesi di fronte a quella furia degli elementi che non ha guardato in faccia a nessuno perché, in fin dei conti, per la natura noi non siamo niente. Il comportamento dell’atmosfera è da sempre regolato dalle leggi della fluidodinamica e sicuramente, anche in questo caso, la potenza scaturita negli eventi è stata l’espressione di tantissima energia che è entrata in circolo e ha prodotto i fenomeni che abbiamo osservato e di cui abbiamo pagato le gravi conseguenze che adesso portano in conto un costo salatissimo.

È stata una… tempesta perfetta ed è stata anche l’espressione più cruda di una sorta di lotta tra due titani – la depressione stessa e il blocco anticiclonico sull’area balcanica – che ha severamente inasprito i contrasti, sfogando così quel carico energetico nelle svariate forme di cui la lunga scia di danni ha dato forma proprio agli effetti. Sul piatto c’era infatti un carico marcatamente anomalo di vapore acqueo che è entrato nel sistema, alimentandolo. Come, tra l’altro, c’era e c’è ormai senza soluzione di continuità lo stato termico di una superficie marina che non riesce più ad azzerare l’anomalia positiva e che quindi contribuisce a immettere altra energia, producendo così fenomeni che sarebbero inusuali anche in autunno ma che invece sono capitati nel cuore dell’inverno, cioè nella stagione che meno si dovrebbe prestare a questo tipo di eccessi, come quelli pluviometrici: picchi 500-600 millimetri caduti nel corso dell’evento sono infatti eccezionali per ogni periodo dell’anno si prenda in considerazione. Passata la tempesta, non torna il sereno. Perché siamo solo in attesa che l’atmosfera riavvolga il nastro e riproponga prima o poi qualche altro evento fuori scala che si svilupperà in seno a una particolare configurazione barica in cui ci sarà una nuova carta jolly da giocare, fatta di un nuovo carico energetico sopra le righe. Non è pessimismo e nemmeno sensazionalismo. È realismo, anche se non tutti se ne rendono conto o preferiscono girarsi dall’altra parte.

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