“QUASI” COME AI VECCHI TEMPI

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“QUASI” COME AI VECCHI TEMPI

“QUASI” COME AI VECCHI TEMPI

di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera

Le dinamiche del tempo che si sono susseguite da metà dicembre a scala europea sono state caratterizzate da una prevalente circolazione di aria molto fredda di origine artica che ha comportato un graduale raffreddamento del nostro continente, partendo dalle aree più orientali. Seppur in forma marginale, anche la nostra penisola ha sperimentato condizioni invernali che, in termini di freddo assoluto e relativo specie nei valori delle temperature minime, hanno raggiunto l’apice dell’intensità e dell’estensione solo nelle ultime 48 ore. Passo dopo passo, impulso artico dopo impulso artico, siamo così arrivati ad una situazione che oggi vede innevata la maggior parte delle aree europee (fig. 1), in controtendenza rispetto alle condizioni che abbiamo vissuto negli ultimi inverni e più simile invece alle stagioni invernali di qualche decennio fa.

Anche l’organizzazione delle figure bariche attuali e quelle previste per i prossimi giorni a scala sinottica sembra ricalcare le situazioni che si presentavano con maggiore frequenza prima degli Anni Duemila proprio tra dicembre e febbraio, quando il tempo europeo era in mano a due grandi circolazioni: a ovest quella facente capo al Ciclone d’Islanda e a est quella che prendeva forma nell’anticiclone russo (fig. 2).

Mitezza e sistemi perturbati si confrontavano così con l’aria gelida e pellicolare che poteva arrivare da est se si producevano i giusti incastri in quel complesso mosaico barico che tutto muove sotto la guida del caos atmosferico. Ho voluto parlare di questa situazione non certo per creare illusioni o false aspettative. Va però detto che il quadro sinottico attuale e quello previsto nell’immediato futuro continua a conservare delle potenzialità spiccatamente invernali che solo i calcoli della modellistica numerica sapranno dirci se potranno materializzarsi anche per le nostre latitudini. Perché il gelo a est, ben conservato dalla figura barica che nasce proprio grazie ad esso, non potrà ora essere cancellato con un colpo di spugna: l’aria fredda è infatti densa e pesante e offre una certa resistenza ai tentativi della circolazione temperata occidentale di guadagnare terreno verso le aree orientali del nostro continente. È un gioco di spinta e di resistenza, con il gelo che questa volta si trova a casa propria, cioè dove dovremmo trovarlo in questo periodo dell’anno. E con i tempi che corrono, non è poco…

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