REGIONI CENTRALI: TERRA DI CONTRASTO E DI PIOGGE ANCHE ESTREME.
REGIONI CENTRALI: TERRA DI CONTRASTO E DI PIOGGE ANCHE ESTREME
di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera
Abbiamo visto come le nostre latitudini sono diventate la zona di mezzo tra due circolazioni diametralmente opposte che portano due masse d’aria a fronteggiarsi: se da nord arriva infatti aria molto fredda di origine artica che ha conquistato per il momento solo le regioni settentrionali, dalle zone subtropicali oceaniche prende forma il flusso temperato e umido nel quale si muovono i sistemi perturbati che hanno interessato e interesseranno ancora, in modo particolare, le regioni centrali. Le cronache ci mostrano le conseguenze delle precipitazioni particolarmente abbondanti che si sono riversate tra ieri e oggi soprattutto sul Lazio, dove i pluviometri hanno riportato picchi anche superiori ai 150 mm nelle ultime 48-60 ore e valori superiori localmente a 70-80 millimetri dalla mezzanotte odierna (fig. 1, a sinistra).

Per una perturbazione che si allontana ce n’è però un’altra pronta a sostituirla con nuovi apporti pluviometrici che, come abbiamo detto in sede di previsione, potrebbero essere ancora una volta abbondanti. L’analisi delle nuove cumulate che saranno portate dal nuovo impulso mostra infatti un’elevata probabilità che possa ancora trattarsi di fenomeni insoliti per il periodo: l’Extreme Forecast Index (EFI) applicato alle precipitazioni associa infatti al parametro valori per lo più compresi tra 0.7 e 0.9, come dire che per il sistema probabilistico siamo prossimi ad avere una situazione potenzialmente eccezionale sotto il profilo pluviometrico (fig. 1, a destra).

Un contributo a questa situazione continua a provenire da una superficie marina che conserva una quantità di calore superiore a quella che dovrebbe avere in questo periodo dell’anno e che quindi fornisce all’atmosfera più vapore acqueo rispetto a quello che dovrebbe scambiare con essa: la temperatura su tutto il bacino del Mediterraneo si trova infatti nella categoria superiore al 90° percentile che individua, dal punto di vista statistico, la condizione di «onda di calore marina».