UN VIA VAI DI PERTURBAZIONI ATLANTICHE CON NEVE A BASSA QUOTA AL NORD-OVEST
UN VIA VAI DI PERTURBAZIONI ATLANTICHE CON NEVE A BASSA QUOTA AL NORD-OVEST
di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera
Con il passaggio del ciclone Harry siamo entrati in una fase meteorologica particolarmente dinamica in cui a condizionare lo stato del tempo sul Mediterraneo saranno le correnti perturbate atlantiche. Si è infatti materializzato quel canale depressionario, esteso dall’isola di Terranova alle Baleari, lungo il quale si muoveranno diversi sistemi perturbati destinati ad interessare anche la nostra penisola. L’ultimo anello della catena di cicloni è quello che attualmente è posizionato a ovest del Canale della Manica e che, con una fitta rete di isobare concentriche attorno a un minimo di ben 958 hPa, sta estendendo la propria influenza anche al settore occidentale del nostro bacino dove entro domani, sabato 24 gennaio, si formerà un minimo secondario di 990 hPa nei pressi del Golfo del Leone (fig. 1).

Questa evoluzione sarà accompagnata dal passaggio di due impulsi: il primo attualmente in transito a partire dal Nord-Ovest e in esaurimento entro domani ed il secondo, in rapida successione, in arrivo nella serata di domani e in allontanamento entro domenica. L’effetto combinato delle due perturbazioni sarà quello di distribuire abbastanza equamente le precipitazioni che sono previste interessare quasi tutte le nostre regioni entro le prossime 48-60 ore (fig. 2).

La direzione di provenienza delle correnti, in prevalenza dai quadranti sud-occidentali, andrà come sempre a concentrare la fenomenologia più organizzata tra la Liguria e il versante tirrenico dove, specie a ridosso dei rilievi, si potrebbero registrare cumulate superiori ai 50-60 millimetri in questo periodo considerato. Le precipitazioni saranno invece meno probabili sull’area ionica – recentemente interessata dalla grave ondata di maltempo – e sul medio versante adriatico. Dal momento che il passaggio dei due sistemi avverrà in un contesto di correnti non particolarmente fredde, le nevicate al Centro-Sud saranno relegate ai rilievi montuosi: le quote, più elevate sabato e in calo domenica, oscilleranno dapprima dai 1000-1200 metri dell’Appennino settentrionale ai 1600-1800 metri di quello meridionale e successivamente, con l’ingresso dell’aria polare marittima sospinta dalla circolazione ciclonica, sulla dorsale appenninica si scenderà domenica dai 700-800 metri dei rilievi settentrionali ai 1200-1400 metri di quelli meridionali. Sarà un po’ diverso, invece, lo stato termico della colonna d’aria sul Nord Italia ed in particolare sul settore occidentale tra l’astigiano, l’alessandrino, il cuneese, il piacentino, il pavese e l’entroterra ligure di ponente tra il genovesato e il savonese: qui, la presenza di sacche d’aria più fredda – la cui temperatura oscillerà tra -2 e +2 °C a circa 400 metri e tra 0 e -2 °C a circa 1300 metri – garantiranno probabilmente una condizione di omotermia che sarà indotta anche dalle precipitazioni, nevose fino a quote di bassa collina e occasionalmente anche fino in pianura, seppur con accumuli scarsi o nulli (fig. 3).

Nevicate a quote collinari anche sulle Alpi, in rialzo intorno fino a 800-1200 metri durante l’impulso in transito domenica. Altre perturbazioni si susseguiranno anche nel corso della prossima settimana, muovendosi sempre all’interno del medesimo canale perturbato che continuerà a inviare, a ripetizione, nuovi impulsi accompagnati da nuove circolazioni cicloniche.