GIORNATE ANTICICLONICHE CON QUALCHE INFILTRAZIONE DI ARIA UMIDA
GIORNATE ANTICICLONICHE CON QUALCHE INFILTRAZIONE DI ARIA UMIDA
di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera
La fase anticiclonica che è subentrata negli ultimi giorni e che è anche responsabile di una situazione termica decisamente mite per il periodo ha avuto il merito di interrompere il continuo passaggio dei sistemi perturbati atlantici: dopo tanta pioggia caduta sulla maggior parte delle nostre regioni, una pausa era auspicabile soprattutto per permettere ai terreni di smaltire lo stress idrologico subìto. Si è trattato di un cambio di passo deciso, rispetto alle dinamiche a cui l’atmosfera ci aveva ormai abituato dall’inizio dell’anno, che manterrà queste caratteristiche anche nei prossimi giorni: i futuri scenari calcolati dalla modellistica numerica lasciano infatti intendere che, in linea di massima, la circolazione dominante alle nostre latitudini vedrà il segnale anticiclonico prevalere su quello depressionario, salvo lievi oscillazioni.

Che la dinamica sia cambiata lo vedremo proprio nell’evoluzione delle perturbazioni che continueranno a essere fabbricate in Oceano Atlantico: dopo aver osservato per settimane corpi nuvolosi a ripetizione entrare senza problemi dalla penisola iberica e dalla Francia con il loro carico di precipitazioni, ora vedremo quelle saccature che li accompagneranno non avere più forza a sufficienza per procedere nel proprio spostamento verso levante, ma sprofondare invece verso il Marocco e l’entroterra algerino e andare a isolare qui una figura chiusa di bassa pressione. Nei prossimi giorni saranno diverse le situazioni che ricalcheranno all’incirca proprio questa tendenza del flusso perturbato atlantico ad arenarsi sul settore sud-occidentale europeo e costruire su questo settore un canale secondario su cui andrebbero a scorrere solo delle infiltrazioni di aria umida, in un contesto che comunque dovrebbe vedere le correnti portanti in quota muoversi seguendo una curvatura prevalentemente anticiclonica e quindi non favorevole alla costruzione di sistemi perturbati degni di tale nome. Il debutto della primavera meteorologica – che avverrà domenica 1° marzo – sarà quindi tenuto a battesimo da una maggiore stabilità atmosferica: una situazione ben distante da quella vissuta proprio tra gennaio e febbraio ma che non deve indurci a pensare a un proseguo della nuova stagione all’insegna solo del suo volto stabile e mite. O, almeno, vogliamo sperare che non sia così, fermo restando che le precipitazioni non sono mancate.
L’evoluzione del tempo tra marzo e maggio rappresenta, dal punto di vista climatico, una fase di transizione tra una stagione fredda (mancata) e una estiva che invece non salta mai a piè pari il suo periodo. La primavera è la stagione, per eccellenza, dell’irrequietezza, della variabilità e delle temperature in altalena.