LA PRIMA DEL 2026 E L’AVVEZIONE SALE GIÀ SUL PODIO
LA PRIMA DEL 2026 E L’AVVEZIONE SALE GIÀ SUL PODIO
di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera
Vorrei richiamare la vostra attenzione al confronto tra la previsione della temperatura a 850 hPa, valida per mercoledì 25 febbraio, con quella riferita al grado della sua anomalia calcolata in termini di percentili e, in particolare, considerando le code della distribuzione della temperatura che sono inferiori al 10% e superiori al 90%: in questi due intervalli, infatti, cadono rispettivamente le temperature che possono essere considerate insolitamente fredde e calde per questo periodo che abbraccia la terza decade di febbraio.

Attraverso questo confronto è quindi possibile comprendere se la dinamica atmosferica sta trasportando masse d’aria la cui temperatura rientra in un intervallo di valori che fanno parte della normalità climatica, senza quindi eccedere verso gli estremi e quindi verso potenziali record di freddo e di caldo. Partiamo dalla configurazione sinottica che, come abbiamo detto, nei prossimi giorni sarà caratterizzata dall’espansione di un campo anticiclonico di matrice subtropicale, destinato ad assumere sempre più la forma di promontorio in espansione dell’entroterra nord africano. La figura di alta pressione, presente su tutti i livelli della troposfera, causerà la risalita di aria relativamente calda soprattutto lungo un canale meridiano diretto dal Marocco al Mare del Nord, dove la temperatura raggiungerà valori a 850 hPa (1500 metri) per lo più compresi tra 8 e 12 °C (figura a sinistra).
A est, invece, la medesima circolazione oraria – che è proprio tipica dei campi anticiclonici – favorirà la discesa di correnti fredde che raggiungeranno la penisola balcanica e che presenteranno isoterme alla stessa quota isobarica dai valori via via sempre più bassi, fino a raggiungere i -8/-12 °C sull’Europa centro-orientale. Valutiamo ora l’entità delle due avvezioni – quella calda da sud e quella fredda da nord – in termini di anomalia percentile e chiediamoci come la climatologia considera le temperature che saranno raggiunte da queste due masse d’aria in movimento su queste aree del nostro continente (figura a destra). Per quanto riguarda la prima, possiamo osservare come tra Spagna, Francia, arco alpino, Svizzera, Austria, Paesi Bassi e Germania occidentale avere temperature a 850 tra 8 e 12 °C equivalga a cadere oltre il 99° percentile della curva di distribuzione, senza contare l’estensione areale occupata dal 90° percentile: vuol dire allora che questi valori sono marcatamente anomali per il periodo, tanto da posizionarsi a un passo dall’eccezionalità e quindi dal record di caldo per una temperatura che raggiunge questi valori, a circa 1500 metri, nella terza decade di febbraio.

Per quanto riguarda invece l’avvezione di aria fredda, su tutto il territorio europeo dove si registreranno temperature a 850 hPa fino a -8/-12 °C spicca solo una piccola area sulla penisola di Kola in cui l’anomalia in percentile raggiungerà il 10% mentre altrove lo scarto, pur evidenziando ovviamente valori inferiori alla media del periodo, non cade nella coda della curva di distribuzione che va verso valori marcatamente anomali per il periodo, ma in senso negativo. Qual è, allora, il nocciolo della questione? Dovremmo meravigliarci del fatto che alla prima avvezione subtropicale di quest’anno – che proverrà dall’entroterra nord africano in seno a un promontorio – si verifichino subito le condizioni per avere un trasporto di aria mite la cui intensità andrà ben oltre la normalità climatica.
Non è la prima volta che succede perché questo tipo di evoluzioni le stiamo osservando frequentemente in ogni periodo dell’anno. A scanso di equivoci, ricordo che stiamo parlando di anomalie a circa 1500 metri perché a questa quota, in libera atmosfera, si valuta il tipo di massa d’aria che ci sta interessando. È anche a questa quota che si valuta il cambiamento della circolazione rispetto al passato: ciò che poi osserviamo al suolo è in larga parte connesso a quello che avviene in quota, salvo eccezioni come per esempio le inversioni termiche che si verificano proprio nella stagione fredda in caso di tempo stabile. Ho infine una piccola richiesta da farvi: ricordatevi di questo articolo perché questo argomento tornerà molto probabilmente anche nei prossimi mesi proprio per far comprendere meglio il significato di «frequenza di un fenomeno». Toccare con mano queste situazioni significa, a mio modesto avviso, realizzare quali sono alcune peculiarità del cambiamento che stiamo osservando anno dopo anno rispetto alle dinamiche del passato.