Nel 2025 gli oceani del pianeta hanno raggiunto un nuovo record di calore accumulato
Nel 2025 gli oceani del pianeta hanno raggiunto un nuovo record di calore accumulato
Tratto da INGVAMBIENTE
Non si tratta solo di qualche decimo di grado in più in superficie, ma di energia che si accumula fino a 2000 metri di profondità. Il nuovo studio internazionale pubblicato su Advances in Atmospheric Sciences – a cui hanno partecipato anche ricercatori dell’INGV – mostra che l’oceano globale ha assorbito circa 23 Zettajoule di calore in più rispetto al 2024. È il valore più alto mai registrato dagli strumenti moderni.Dentro questo quadro globale, il Mediterraneo si conferma un’area particolarmente sensibile.Nel 2025 il contenuto di calore del Mar Mediterraneo è aumentato ancora rispetto all’anno precedente, superando il ritmo medio osservato negli ultimi vent’anni. Il riscaldamento non riguarda solo la superficie: i dati indicano un accumulo di calore anche negli strati intermedi, tra 200 e 500 metri di profondità.Le misure lungo la sezione Genova–Palermo e nel Canale di Sicilia mostrano temperature ai livelli più alti mai osservati per quegli strati d’acqua.

Le masse d’acqua intermedie, che si formano nel Mediterraneo orientale e si propagano verso ovest, stanno trasportando l’aumento di temperatura all’interno del bacino, contribuendo a una redistribuzione del calore anche negli strati più profondi. In un mare semi-chiuso come il Mediterraneo, questo processo rende il sistema particolarmente reattivo ai cambiamenti climatici: il surplus di calore modifica la stratificazione delle acque, influenza l’ossigenazione e la circolazione marina, e si somma ad altri fenomeni già in atto, come salinizzazione e acidificazione. Anche se nel 2025 la temperatura superficiale globale è risultata leggermente inferiore rispetto al 2024 per effetto di La Niña, il calore totale immagazzinato nell’oceano ha continuato a crescere. Ed è proprio questo accumulo di energia negli strati profondi che rappresenta l’indicatore più solido del disequilibrio energetico del sistema climatico. La figura, tratta dall’articolo, mostra l’andamento del contenuto di calore globale nei primi 2000 metri dal 1958 al 2025 secondo tre dataset indipendenti:(a) IAP/CAS: ricostruzione basata su osservazioni in situ (profili Argo e database oceanografici).(b) CIGAR-RT: reanalisi oceanica che integra osservazioni e modello numerico (con contributo CNR-ISMAR).(c) Copernicus Marine: prodotto operativo basato principalmente su dati Argo.Tutti mostrano la stessa tendenza e confermano il record del 2025.
Qui l’articolo scientifico: https://buff.ly/YnOqKYn