Quando il mare sale, non sono a rischio solo le spiagge

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Quando il mare sale, non sono a rischio solo le spiagge

Quando il mare sale, non sono a rischio solo le spiagge

di INGVAMBIENTE

Un recente studio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha analizzato l’esposizione di alcune infrastrutture strategiche italiane all’innalzamento del livello del mare, considerando non solo le proiezioni climatiche future, ma anche un fattore spesso trascurato: l’abbassamento del suolo (subsidenza).Utilizzando le più recenti proiezioni dell’IPCC, integrate con dati satellitari InSAR, misure GNSS e modelli digitali del terreno ad alta risoluzione, i ricercatori hanno valutato gli scenari di innalzamento del livello relativo del mare fino al 2150 in aree particolarmente vulnerabili.

I risultati mostrano che siti come l’aeroporto di Venezia Marco Polo, il porto di Marghera e l’area costiera attorno all’aeroporto di Roma Fiumicino potrebbero essere interessati da estese aree di allagamento permanente negli scenari a più alte emissioni. In alcuni casi, l’effetto combinato tra cambiamento climatico e subsidenza del terreno amplifica significativamente il rischio, rendendo queste infrastrutture sempre più esposte a inondazioni e eventi estremi.Lo studio evidenzia quanto sia fondamentale integrare dati geodetici, osservazioni satellitari e scenari climatici per supportare la pianificazione, l’adattamento e la protezione delle infrastrutture costiere, trasformando la ricerca scientifica in uno strumento concreto per la sicurezza e la resilienza dei territori. L’immagine allegata, tratta dallo studio, rappresenta gli scenari di innalzamento del livello relativo del mare per il 2050, 2100 e 2150 per il settore costiero di Fiumicino–Ostia, ottenuti integrando le proiezioni IPCC con dati satellitari InSAR e modelli digitali del terreno ad alta risoluzione. qui l’articolo scientifico https://buff.ly/xHPGhrU

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