SUI PROSSIMI PRESUNTI SCENARI INVERNALI: QUANDO SI TIRA PER LA GIACCA LA ROTTURA DEL VORTICE POLARE STRATOSFERICO

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SUI PROSSIMI PRESUNTI SCENARI INVERNALI: QUANDO SI TIRA PER LA GIACCA LA ROTTURA DEL VORTICE POLARE STRATOSFERICO

SUI PROSSIMI PRESUNTI SCENARI INVERNALI: QUANDO SI TIRA PER LA GIACCA LA ROTTURA DEL VORTICE POLARE STRATOSFERICO

di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera



Finalmente, da domani, per la meteorologia inizia la primavera. Lo so, dovrei analizzare in modo distaccato tutte le evoluzioni che la dinamica atmosferica propone ma in questo caso quel «finalmente» è perché si avvicina la fine degli annunci delle ondate di gelo e neve che tutti gli anni vengono previste arrivare fino in Italia con almeno dieci giorni di anticipo e che poi, puntualmente, non si verificano: si chiudono così le televendite invernali che daranno appuntamento a novembre ma almeno nei prossimi mesi non sentiremo più il solito disco rotto. Ci sarà prima una sorta di canto del cigno perché, secondo le ultime proiezioni calcolate dalla modellistica numerica, è prossimo in stratosfera un cambiamento dello stato del Vortice Polare, cioè della circolazione dei venti a circa 30 km di quota sulla verticale del Polo.


Abbiamo parlato di queste dinamiche in un articolo pubblicato lo scorso 30 gennaio e quindi non è mia intenzione ritornare sulla parte più tecnica dell’argomento. Desidero invece far notare come sussista la probabilità di un’inversione zonale del flusso che decreterà la divisione in due lobi della struttura del Vortice. È però ancora più importante sottolineare come questo cambiamento non ha effetti immediati sulla dinamica troposferica e, nel caso in cui il trasferimento del segnale dalla stratosfera alla troposfera dovesse avvenire con successo, una riorganizzazione degli equilibri dei centri motore del tempo non è garanzia di episodi invernali con traiettoria diretta verso l’Italia. La propagazione del segnale aumenta la probabilità di avere scambi meridiani dei flussi e quindi può facilitare la discesa di aria fredda verso le basse latitudini, ma non è detto che i canali di scolo dell’aria fredda passino per la nostra penisola. Non esiste un… «se si verifica A, allora si verifica B».

Sarebbe bello impararlo una volta per tutte. E fare così un salto di qualità anche nel riconoscere la meteorologia utilizzata per informare basandosi sul rigore scientifico e quella portata avanti per puri scopi commerciali. Sarebbe davvero bello!

Un abbraccio a tutti e buon fine settimana.

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