ATMOSFERA CON IL PILOTA AUTOMATICO. POSSIBILE UN CAMBIAMENTO PIÙ SIGNIFICATIVO NEL PROSSIMO FINE SETTIMANA, MA LO SCENARIO È ANCORA MOLTO INCERTO

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ATMOSFERA CON IL PILOTA AUTOMATICO. POSSIBILE UN CAMBIAMENTO PIÙ SIGNIFICATIVO NEL PROSSIMO FINE SETTIMANA, MA LO SCENARIO È ANCORA MOLTO INCERTO

ATMOSFERA CON IL PILOTA AUTOMATICO. POSSIBILE UN CAMBIAMENTO PIÙ SIGNIFICATIVO NEL PROSSIMO FINE SETTIMANA, MA LO SCENARIO È ANCORA MOLTO INCERTO

di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera

Il cambio di passo iniziato proprio con l’avvio della primavera meteorologica lascia ancora sul campo uno stato dell’atmosfera che è caratterizzato da generali condizioni di variabilità. Pur mantenendosi su valori barici mediamente elevati che oscillano intorno ai 1025 hPa al livello del mare, la figura di alta pressione che ci interessa ormai da diversi giorni non si presenta particolarmente robusta in quota: questa caratteristica si osserva da un lato con le infiltrazioni di aria umida che arrivano da ovest e che apportano nuvolosità anche diffusa e dall’altro con lo sviluppo dei primi fenomeni di instabilità, anche ad evoluzione diurna, che testimoniano i primi passi di un percorso stagionale verso dinamiche di tipo estivo. Anche nella seconda settimana di marzo questo quadro sinottico non subirà sostanziali variazioni perché la nostra penisola si troverà ancora a metà strada tra la figura anticiclonica che continuerà a posizionarsi con i propri massimi tra la penisola balcanica e il Mar Nero e una modesta circolazione ciclonica tra la penisola iberica e il Marocco, destinata a rimanere attiva anche nelle prossime 72 ore in seguito a un nuovo impulso instabile in arrivo dall’Oceano (fig. 1).

Variabilità, instabilità e temperature ancora superiori alla media – ma con anomalie meno marcate rispetto a quelle avute negli ultimi giorni – saranno quindi le caratteristiche del futuro stato del tempo almeno fino al prossimo fine settimana, quando potrebbe profilarsi un cambiamento più radicale e strutturato. Dando credito allo scenario probabilistico atteso intorno al 13-15 marzo, si potrebbe infatti delineare l’ingresso di una saccatura sotto la spinta di intense correnti nord-occidentali in quota (fig. 2). Dopo un periodo di tregua piuttosto lungo, questa evoluzione comporterebbe così il passaggio di una perturbazione atlantica con lo sviluppo di una ciclogenesi e un rinforzo della ventilazione, utile alla dispersione e all’abbattimento della concentrazione degli inquinanti nei bassi strati che interessano soprattutto la Val Padana. Il quadro atmosferico al momento ipotizzato necessita però di ulteriori conferme nei futuri ricalcoli perché è ancora caratterizzato da un’elevata incertezza ed è quindi necessario, prima di sciogliere la prognosi, aspettare ancora qualche aggiornamento: visto lo stato attuale del grado di predicibilità, su livelli medio-bassi, sono infatti plausibili aggiustamenti anche significativi dello scenario con un effetto a cascata sulla previsione meteorologica a scala nazionale e regionale.

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