IL DEBUTTO DELLA PRIMAVERA METEOROLOGICA ALL’INSEGNA DELLA VARIABILITÀ E DI TEMPERATURE MOLTO MITI

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IL DEBUTTO DELLA PRIMAVERA METEOROLOGICA ALL’INSEGNA DELLA VARIABILITÀ E DI TEMPERATURE MOLTO MITI

IL DEBUTTO DELLA PRIMAVERA METEOROLOGICA ALL’INSEGNA DELLA VARIABILITÀ E DI TEMPERATURE MOLTO MITI

di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera

Senza alcun sussulto, l’inverno meteorologico chiude i battenti. L’ultima volta in cui passò le redini alla primavera meteorologica portandosi dietro condizioni prettamente invernali con una vera e propria ondata di gelo in atto fu otto anni fa, quando l’Italia venne investita da aria artica continentale proveniente dalla Russia. Da quell’anno, nel corso del trimestre che va da dicembre a febbraio abbiamo registrato solo episodi di freddo a tratti intenso e rare fasi più durature in cui la temperatura è scesa di qualche grado al di sotto della media del periodo, ma senza mai raggiungere valori eccessivamente bassi.

Archiviamo così un’altra stagione invernale nel complesso mite, certamente piovosa e con accumuli nevosi importanti su alcuni settori alpini e appenninici ma solo oltre i 1400-1800 metri: a tal proposito, vedremo qualche dettaglio in più quando saranno disponibili i dati. Nel solco di febbraio inizierà ora a compiere i primi passi anche marzo. Il nuovo mese debutterà all’insegna del campo anticiclonico che ci sta interessando in questi giorni e che, seppur con qualche difficoltà, riuscirà comunque a non permettere lo spostamento verso l’Italia di sistemi perturbati organizzati attorno a figure depressionarie come quelle che ci hanno interessato nelle ultime settimane. Guardando infatti le anomalie del campo di pressione al livello del mare previste fino a sabato prossimo (fig. 1), valori superiori al normale tra la penisola scandinava e quella balcanica porranno l’Italia lungo la zona di confine con un’area debolmente depressionaria, prevista collocarsi in posizione semistazionaria tra la Spagna e il Marocco dove sarà in azione un ramo perturbato secondario in uscita da quello principale in scorrimento a più alte latitudini, lungo una traiettoria che si indirizzerà verso il Mar di Norvegia.

In altre parole, possiamo dire che le nostre condizioni atmosferiche resteranno nel limbo. In un contesto di generale variabilità atmosferica in cui si alterneranno spesso sole e nubi, dobbiamo tenere conto dell’arrivo di possibili piovaschi sparsi in seno a infiltrazioni di aria umida che approfitteranno proprio del campo anticiclonico non particolarmente robusto – soprattutto in quota – per estendere la propria influenza soprattutto alle nostre regioni di ponente che risentiranno, in parte, del richiamo di correnti meridionali in scorrimento lungo il confine barico tra le due figure. Non si escludono isolati fenomeni di instabilità (fig. 2).

Anche il campo termico non subirà variazioni significative perché persisteranno condizioni molto miti sull’Europa centro-meridionale, con temperature medie giornaliere che si collocheranno tra i 3 e gli 8 °C oltre la media del periodo (fig. 3): una condizione che, molto probabilmente, accelererà il risveglio vegetativo anche grazie all’abbondanza di acqua presente nel suolo a seguito delle recenti e prolungate precipitazioni. Si spera quindi che, a questo punto, i colpi di coda invernali rimangano solo dei ricordi anche quest’anno

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