La NASA rileva nuovi segni di fulmini su Marte

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La NASA rileva nuovi segni di fulmini su Marte

Due veicoli spaziali della NASA hanno captato segnali molto diversi tra loro che indicano la presenza di attività elettrica nell’atmosfera del Pianeta Rosso
www.lescienze.it
di Meghan Bartels/Scientific American

Illustrazione della sonda spaziale MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution) della NASA in orbita attorno a Marte (©NASA/Goddard)
Illustrazione della sonda spaziale MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution) della NASA in orbita attorno a Marte (©NASA/Goddard) 

I fulmini hanno superato da tempo i confini dell’atmosfera terrestre: gli scienziati hanno già scoperto fulmini che illuminano i cieli di Giove, Saturno e Nettuno. Ora pensano di averli trovati anche su Marte.

Ma individuare effettivamente i fulmini sul Pianeta Rosso si è rivelato difficile. I fulmini terrestri sono così impressionanti a causa della densa atmosfera del nostro pianeta e del forte campo magnetico. In confronto, Marte ha solo un’atmosfera rarefatta e piccole zone con un campo magnetico debole. Su quest’ultimo pianeta, secondo l’ipotesi degli scienziati, i fulmini non sarebbero drammatici archi elettrici che esplodono nel cielo, ma piuttosto scintille luminose provocate dalla polvere carica elettrostaticamente che turbina nei cieli.

“Non possiamo descriverlo come un fulmine terrestre, ma il principio è simile”, afferma Ondřej Santolík, fisico spaziale dell’Accademia delle scienze ceca. “È piuttosto difficile immaginare come sia, perché nessuno ha ancora scattato una foto.”

Santolík è uno degli scienziati che hanno effettuato una nuova ricerca, pubblicata su “Science Advances”, che ha annunciato possibili prove di un fulmine su Marte, un evento verificatosi nel giugno 2015 e la cui traccia è stata rilevata nei dati raccolti dalla missione Mars Atmosphere and Volatile Evolution (MAVEN) della NASA. L’articolo arriva pochi mesi dopo che altri ricercatori hanno pubblicato un tipo completamente diverso di prova dell’esistenza di fulmini su Marte basato sui dati raccolti da un microfono sul rover Perseverance della NASA.

“Si ha la sensazione che ci stiamo avvicinando alla scoperta dei fulmini su Marte”, afferma Karen Aplin, fisica spaziale dell’Università di Bristol, nel Regno Unito, che studia i fulmini ma non ha partecipato a nessuno dei due studi. Confermare la presenza di fulmini su Marte non è solo una questione di curiosità scientifica, osserva Aplin. Qualsiasi forma di fulmini potrebbe minacciare la tecnologia spaziale, ed è stato anche dimostrato che i fulmini innescano reazioni chimiche che potrebbero contribuire allo sviluppo della vita.

MAVEN è una missione orbitale, quindi offre una visione a lunga distanza dei fulmini su Marte. Nel loro lavoro, Santolík e i suoi colleghi hanno cercato un fenomeno chiamato whistler (“fischiatori”). Quando un fulmine colpisce, riscalda e ionizza l’aria circostante, che può agire come un’antenna naturale per diffondere le onde radio generate dal fulmine attraverso e fuori dall’atmosfera di un pianeta. Rilevate da un ricevitore, queste onde hanno un tono simile a un fischio, da cui il nome.

Complessivamente, il gruppo ha esaminato 108.418 istantanee di MAVEN alla ricerca di whistler marziani, un compito arduo.

Anche su Marte possono accendersi i fulmini

“Questo lavoro deve essere fatto visivamente perché con una macchina è molto difficile, a causa delle caratteristiche di rumore nei dati”, spiega Santolík. Alla fine, gli scienziati hanno trovato un solo candidato. “È molto sorprendente che l’abbiamo trovato”, dice Santolík. I ricercatori hanno impiegato un anno per confermare che l’osservazione corrispondeva a ciò che si sarebbero aspettati da un fulmine. Non è chiaro se in futuro saranno disponibili osservazioni simili, perché la NASA non è in contatto con MAVEN da quasi tre mesi.

Nel frattempo, l’articolo basato sui dati di Perseverance ha individuato decine di esempi di crepitii prodotti da piccole scariche elettriche durante tempeste di sabbia vicino al rover. Queste osservazioni non sono contraddittorie, ma probabilmente non rappresentano fenomeni del tutto identici. Ciò è perfettamente plausibile: anche sulla Terra esistono diversi tipi di scariche elettriche, con i fulmini dei temporali che sono molto diversi dal bagliore del fuoco di Sant’Elmo [lampi blu, di pochi secondi che possono comparire poco prima dei temporali sulle antenne e in generale su punte e spigoli dei corpi conduttori dell’elettricità], osserva Aplin.

Le strane dune elettrificate di Titano

Per Santolík, per quanto allettanti siano le osservazioni, rimangono una magra consolazione. È membro del gruppo che ha costruito un rilevatore di fulmini appositamente progettato per volare sul lander di fabbricazione russa per il rover Rosalind Franklin Mars, un progetto guidato dall’Agenzia spaziale europea (ESA), che una volta era previsto per il lancio nel 2022. Il piano è cambiato, tuttavia, quando questa partnership internazionale si è sciolta pochi mesi prima del lancio, dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia.

L’ESA si è affrettata a costruire un proprio lander per la nuova data di lancio del rover nel 2028 e, per accelerare la costruzione, ha deciso di non installare strumenti sulla piattaforma. Santolík e i suoi colleghi hanno recentemente ricevuto indietro il loro strumento, ma ora non si aspettano più che vedrà mai il Pianeta Rosso, tanto meno i fulmini sfuggenti del mondo.

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