L’antico campo magnetico della Luna ha oscillato tra alti e bassi

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L’antico campo magnetico della Luna ha oscillato tra alti e bassi

Basalti ricchi di titanio e moti convettivi nel mantello potrebbero spiegare i sorprendenti picchi di magnetismo registrati nei campioni delle missioni Apollo
di Celeste Ottaviani
www.ansa.it

©BABAK TAFRESHI/SCIENCE PHOTO LIBRARY / AGF
©BABAK TAFRESHI/SCIENCE PHOTO LIBRARY / AGF 

La Luna continua a stupirci e, nonostante sia così vicina, ci riserva ancora domande e risposte sorprenderti. Fin dalle prime missioni che hanno portato l’uomo a mettere piede sulla sua superficie, uno degli aspetti su cui gli esperti si sono a lungo interrogati è stato quello del magnetismo. Secondo le teorie accreditate fino a oggi, questo sarebbe dovuto esistere solo in epoca primordiale ed essere in ogni caso estremamente debole, ma l’analisi dei campioni che via via sono stati riportati sulla Terra, a partire da quelli raccolti durante il programma Apollo negli anni settanta, ha mostrato una situazione completamente differente, con tracce di magnetismo in alcuni casi superiori ai valori che si registrano sul nostro pianeta.

Com’è possibile? Secondo i ricercatori dell’Università di Oxford, in un articolo pubblicato su “Nature Geoscience”, la risposta sarebbe da ricercare in un fenomeno di magnetismo “a intermittenza” con lunghi periodi di bassi livelli, alternati a brevissime fasi di picco.

“Il campo magnetico dei corpi celesti si genera e si sostiene grazie ai moti convettivi di materiali conduttori come ferro e nichel che compongono il nucleo e che, con il loro movimento, generano una dinamo”, ha spiegato Matteo Massironi, professore associato del Dipartimento di Geoscienze e del CISAS – Centro di Ateneo Studi e attività spaziali “Giuseppe Colombo” dell’Università di Padova, che non ha partecipato allo studio.

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