Il terremoto di Mw 5.8 che colpì duramente Norcia il 22 Agosto 1859

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Il terremoto di Mw 5.8 che colpì duramente Norcia il 22 Agosto 1859

L’evento, che come quello del 30 ottobre 2016, ebbe epicentro nella zona di Campi, causò 101 vittime ed una sessantina di feriti
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Il 22 agosto 1859, un forte di Mw 5,8 – ( I0 = IX) colpì Norcia e la Valnerina, in Umbria, allora appartenenti allo stato della Chiesa. Norcia subì danni gravissimi e crolli diffusi, e in particolare la distruzione di due interi quartieri posti sul pendio della collina, le cui case, abitate dai cittadini più poveri, erano di pessima qualità.

Norcia, 1859: Lesioni e crolli nella chiesa di S. Benedetto e nel palazzo comunale

Norcia, 1859: Lesioni e crolli nella chiesa di S. Benedetto e nel palazzo comunale

Il patrimonio ecclesiastico fu estesamente danneggiato: il palazzo vescovile e l’ospizio delle Orfane crollarono parzialmente: sette chiese e tre conventi divennero pericolanti; crollarono in parte anche il Palazzo comunale e del Governo. Delle 676 case che componevano l’abitato di Norcia, 195 (29%) crollarono completamente; le case che subirono meno danni furono quelle che si trovavano nel centro abitato e costruite su terreno tufaceo.


I fabbricati industriali, per la maggior parte concerie e lanifici, erano completamente distrutti. Gli ingegneri pontifici rilevarono che le case più danneggiate erano quelle di edificazione più recente, con muri sottili di ciottoli di fiume privi di superfici piane su cui potesse fare presa il cemento, quindi slegati uno dall’altro.

Norcia, Capolaterra dopo il sisma del 22 agosto 1859

Dopo un attento rilievo dei danni furono predisposte dal governo di Pio IX, per la prima volta, importanti normative edilizie per la ricostruzione di Norcia, redatti da una commissione con l’apporto fondamentale dell’architetto Luigi Poletti (1792-1869) e dell’astronomo gesuita Angelo Secchi (1818-1878). Il vecchio regolamento edilizio fu sostituito il 28 aprile 1860 da una nuova legge edilizia, ma i vincoli posti furono prima osteggiati dal consiglio comunale in un incredibile braccio di ferro con l’amministrazione pontificia, poi abbandonati dal nuovo governo italiano. L’avere smarrito questa innovativa legge edilizia costò caro alla popolazione umbra, colpita in seguito da altri disastrosi terremoti. Fu un’altra occasione perduta.

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