Trovate morte altre 2.500 foche del Caspio, in pericolo di estinzione

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Trovate morte altre 2.500 foche del Caspio, in pericolo di estinzione

I rari mammiferi sono stati trovati morti sulla costa del Daghestan ed è l’ultima di una serie di morie
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Il 4 dicembre, il ministero delle risorse naturali e dell’ambiente (Minprirody) della Repubblica autonoma russa del Daghestan, nel Causaso settentrionale, ha annunciato che oltre un migliaio di foche del Caspio (Pusa caspica) erano state trovate morte sulla costa del Mar Caspio, aggiungendo che «Fattori naturali sono probabilmente alla base dell’incidente». Zaur Gapizov, a capo del Caspian Environmental Protection Center, ha dichiarato che «Le foche probabilmente sono morte un paio di settimane fa. Non vi è alcun segno che fossero state uccise o catturate nelle reti da pesca. Molto probabilmente, il numero di foche morte è molto più alto rispetto alle 1.700 già trovate».

E infatti, nel giro di poche ore il numero di foce trovate spiaggiate e morte in Daghestan è salito a circa a 2.500.

Il 4 dicembre, il ministero dell’Ambiente del Daghestan, che aveva raccolto «un grande volume di campioni», che erano stati inviati ai laboratori di Mosca e di  Astrakhan, aveva annunciato che «Le condizioni degli organi interni delle foche esaminate non hanno confermato l’ipotesi che fossero state intossicate da metalli pesanti o pesticidi».

Ma questo è solo l’ultimo di una serie di moria di massa delle foche del Caspio: a metà maggio, sempre sulla costa del Daghestan erano state trovate  trovate più di 150 foche del Caspio morte e in Kazakistan dal 7 al 10 novembre sono state trovate 141 foche morte daii dipendenti del dipartimento di ispezione della pesca per la regione di Mangistau. L’ispettorato della pesca del bacino interregionale di Zhaiyk-Caspian e l’Associazione della pesca – BD per la regione di Mangistau hanno trovato foche caspiche morte sulla costa kazaka del Mar Caspio, tra Bautino e Fort-Shevchenko (la penisola di Tyub-Karagan). L’8 novembre una commissione statale kazaka ha iniziato a lavorare nel luogo in cui gli animali sono stati trovati spiaggiati e ha inviato al dal laboratorio del Centro nazionale di riferimento per la medicina veterinaria i campioni biologici di foche morte per identificare malattie infettive pericolose (pasteurellosi e virus del cimurro canino).

Con la commissione statale del Kazakistan collaborano specialisti di diverse organizzazioni scientifiche kazake e russe (Caspian Seal Research and Rehabilitation Center, Institute of Hydrobiology and Ecology, Kazakhstan Agency of Applied Ecology, Research and Production Center for Microbiology and Virology, AN Severtsov Institute of Ecology and Evolution RAS). Gli scienziati hanno selezionato campioni biologici per stimare l’età delle foche morte, condurre analisi istologiche, virologiche, biologiche molecolari, tossicologiche, ormonali e di altro tipo. I campioni di suolo e acqua del Caspio vengono  analizzati per verificare la presenza di sostanze tossiche.

Comunque, secondo tutti gli esperti, tra le principali ragioni del declino della popolazione delle foche del Caspio ci sono l’inquinamento ambientale, il cambiamento climatico globale, le catture accessorie accidentali e la morte in massa di animali nelle reti durante la pesca, compresa la pesca illegale.

Il  ministero dell’ambiente del Daghesta dice che «Secondo studi recenti, circa 10.000 foche muoiono ogni anno nelle acque del Caspio per vari motivi, sia naturali che accidentali. A questo proposito, non è stato possibile determinare con precisione i luoghi (aree d’acqua) in cui gli animali erano morti, compreso l’ultimo incidente [quello del maggio 2022]. È probabile che le foche non siano morte nelle acque territoriali russe, ma i loro cadaveri siano stati trasportati dalle correnti fino alla costa del Daghestan. Allo stesso tempo, dopo ogni spiaggiamento di foche morte, in conformità con i requisiti della legislazione e delle misure di risposta, gli specialisti del Minprirody del Daghestan hanno inviato informazioni pertinenti sulla morte di animali all’NCTA dell’Agenzia federale per la pesca [Regione del Caucaso settentrionale Amministrazione dell’Agenzia federale per la pesca della Federazione Russa] e il Dipartimento interregionale del Caucaso settentrionale di Rosprirodnadzor per adottare misure di risposta in relazione alla morte della foca del Caspio elencata nel Libro rosso della Russia».

Visto il ripetersi degli spiaggiamenti di foche morte, e l’importanza di preservare l’unico mammifero del Mar Caspio e la sua importanza per un ecosistema unico della Russia e degli Altri Paesi rivieraschi (Azerbaigia, Iran Turkmenistan e Kazakistan), il Minprirody del Daghestan monitora regolarmente lo spiaggiamento di foche morte sul costa per censirle e localizzarle, prelevare campioni di biomateriale e scoprire i motivi della loro morte. Un lavoro svolto in collaborazione con i ricercatori dell’Istituto di ecologia e sviluppo sostenibile dell’università statale del Daghestan, secondo i quali «Il numero di foche del Caspio arriva fino a 100.000 individui». Ma I dati sul numero di foche nel Caspio variano ampiamente. L’agenzia per la pesca russa ha dichiarato che il numero complessivo di foche del Caspio è di 270.000 – 300.000, mentre secondo il Caspian Nature Protection Center, il numero totale di foche del Caspio non supera le 70.000 e infatti la Pusa caspica è considerata in pericolo di estinzione dalla Lista Rossa dell’International Union for Conservation of Nature (IUCN).

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