L’inverno 2022–2023 è stato il secondo più caldo mai registrato in Europa

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L’inverno 2022–2023 è stato il secondo più caldo mai registrato in Europa

Copernicus: L’estensione del ghiaccio marino antartico al minimo storico a febbraio. In calo anche il ghiaccio marino artico
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Secondo il Copernicus Climate Change Service (C3S), l’inverno boreale 2022/2023 «E’ stato il secondo più caldo mai registrato in Europa, con temperature molto superiori alla media nell’Europa orientale e in alcune parti dell’Europa nord-orientale».

Per gran parte dell’Europa occidentale e sudorientale e per alcune regioni della Russia, l’inverno boreale è stato più secco della media. Invece, verificate in alcune parti dell’Iberia e in un’ampia regione da sud-ovest a nord-est del continente, ci sono state condizioni più umide della media si sono.

E’ piovuto più della media anche nella parte occidentale del Nord America, nella Russia occidentale, in parte dell’Asia centrale, nell’Australia settentrionale, nel Brasile meridionale e nell’Africa meridionale. Invece, le regioni più secche della media comprendevano invece, il Messico, la maggior parte dell’Asia centrale, il Corno d’Africa, l’Australia meridionale e gran parte del Sud America.

Il mese di Febbraio 2023 è stato il quinto più caldo a livello globale e in gran parte dell’Europa sono state registrate temperature dell’aria superiori alla media, in particolare nel nord della Norvegia e della Svezia e nella regione delle Svalbard. Pakistan, India, Stati Uniti orientali e Russia settentrionale hanno registrato temperature superiori alla media. Temperature inferiori alla media sono state registrate in Turchia, in Canada, nella penisola iberica, nella Russia nordorientale e nell’Australia settentrionale.

Il C3S evidenzia che «A febbraio, l’estensione del ghiaccio marino antartico è stata del 34% al di sotto della media, classificandosi all’ultimo posto tra i valori più bassi di febbraio registrati dai satelliti e superando il precedente record del febbraio 2017. L’estensione giornaliera del ghiaccio marino antartico ha inoltre raggiunto il minimo storico, superando il precedente record stabilito nel febbraio 2022. Le concentrazioni di ghiaccio marino sono state caratterizzate da valori molto inferiori alla media in tutti i settori dell’Oceano Meridionale». L’estensione del ghiaccio marino artico è stata del 4% al di sotto della media, al secondo posto tra i mesi di febbraio più bassi registrati dai dati satellitari, insieme ai mesi di febbraio del 2016 e del 2017. Le concentrazioni di ghiaccio marino artico sono state particolarmente al di sotto della media nel Mare di Barents e nella regione delle Svalbard

La vicedirettrice di C3S, Samantha Burgess, conclude: «I nostri dati più recenti mostrano che il ghiaccio marino antartico ha raggiunto l’estensione più bassa in 45 anni di registrazioni di dati satellitari. Queste condizioni di ghiaccio marino ridotto possono avere importanti implicazioni nella stabilità delle piattaforme di ghiaccio antartiche e, in ultima analisi, anche per l’innalzamento globale del livello del mare. Le calotte polari sono un indicatore sensibile della crisi climatica ed è importante monitorare da vicino i cambiamenti che vi si verificano».

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