IL GELO IN AMERICA E LA REAZIONE DELL’OCEANO ATLANTICO
IL GELO IN AMERICA E LA REAZIONE DELL’OCEANO ATLANTICO
di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera
Tutte le volte in cui in Europa si verifica un’irruzione di aria artica marittima, siamo soliti seguire sulle immagini satellitari il percorso dell’aria fredda osservando gli effetti del suo passaggio al di sopra della superficie oceanica che, essendo più calda, trasferisce calore e riscalda la massa d’aria dal basso, rendendola instabile.

Il nuovo equilibrio atmosferico che si viene a generare si manifesta così con la formazione di nubi a ciottolato che seguono il movimento delle correnti portanti e si muovono verso il nostro continente. In questi giorni questa dinamica sta caratterizzando la fascia oceanica prossima alle coste orientali degli Stati Uniti dove, come abbiamo spiegato in uno degli ultimi interventi, è transitata un’intensa depressione che ha richiamato aria artica dal Canada e ha fatto precipitare molti stati americani in un’intensa ondata di gelo. Dal Golfo del Messico al Golfo di San Lorenzo, le correnti gelide in uscita dal continente stanno interagendo con le acque superficiali dell’Oceano Atlantico per generare proprio quelle nubi cumuliformi che si organizzano in filari e che, ruotando in senso antiorario, definiscono la circolazione ciclonica che in queste ore ha portato il proprio centro motore a sud di Terranova e che presto entrerà nel letto delle correnti occidentali per raggiungere probabilmente le Isole Britanniche nella giornata di venerdì 30. La stessa interazione tra l’aria gelida e le acque relativamente più tiepide di può osservare anche nella zona dei Grandi Laghi: in questo caso, le sponde che si trovano esposte allo scorrimento dell’aria gelida sulle superfici lacustri ricevono abbondanti nevicate proprio per questo fenomeno conosciuto come «Lake Effect Snow».

Una delle città del Nord America particolarmente esposta a questo tipo di eventi è Buffalo, nello stato di New York, sulle sponde del lago Erie: nel novembre del 2022, per esempio, caddero ben 180 cm di neve in appena due giorni (fig. 2). Con le debite proporzioni, anche in Italia situazioni simili si possono verificare durante le irruzioni di aria artica o polare continentale che, provenendo da nord-est, investono soprattutto il versante adriatico: le nubi a ciottolato, organizzate in filari, nascono in questo caso al largo delle coste balcaniche e raggiungono il nostro settore costiero – dalla Romagna alla Puglia – apportando rovesci di neve fino in pianura se la temperatura lo permette.