LINEA DI TENDENZA FINO AL 20 FEBBRAIO: PRIME IPOTESI DI QUALCHE MODIFICA DELLA CIRCOLAZIONE A LUNGO TERMINE
LINEA DI TENDENZA FINO AL 20 FEBBRAIO: PRIME IPOTESI DI QUALCHE MODIFICA DELLA CIRCOLAZIONE A LUNGO TERMINE
di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera
Abbiamo detto che almeno fino alla metà del mese lo stato del tempo alle nostre latitudini sarà influenzato delle correnti perturbate atlantiche. Si tratta di una linea di tendenza che, nonostante la distanza temporale, gode a grandi linee di buona predicibilità perché il flusso zonale è ben impostato e la modellistica numerica riesce a inquadrarne gli sviluppi senza particolari difficoltà. Ce ne possiamo rendere conto osservando il comportamento degli scenari che vanno a comporre il sistema probabilistico di ensemble su cui ci si basa proprio per avere indicazioni su quanto potrebbe essere robusta una linea di tendenza. In questo caso, la scelta di Roma per commentare la situazione è puramente indicativa delle condizioni attese sul Mediterraneo centrale e per provare a cogliere, al momento, solo quello che è il segnale dominante che emerge per i prossimi giorni.
Per quanto riguarda le evoluzioni del campo termico a 850 hPa (circa 1500 metri) e delle precipitazioni, una apprezzabile convergenza delle soluzioni calcolate – che sono in tutto una cinquantina per entrambe le grandezze atmosferiche – è indice di una previsione discretamente affidabile nelle linee generali, da cui poi partire per dettagliare le condizioni del tempo previsto a scala macroregionale e regionale man mano che gli eventi si avvicinano. Il flusso occidentale trasporterà ovviamente una massa d’aria temperata che continuerà a mantenere le temperature superiori alla media climatologica del periodo (linea rossa in grassetto) e invierà ancora diversi sistemi perturbati, tanto che tra la giornata odierna e la metà della prossima settimana saranno probabilmente ancora quattro gli impulsi che seguiteranno a rincorrersi alle nostre latitudini.
Intorno al 14-15 febbraio, invece, sembrerebbe delinearsi almeno un possibile cambiamento di questo tipo di circolazione. L’apertura a ventaglio (divergenza) degli scenari di temperatura, con alcuni di essi orientati a delineare l’ingresso di masse d’aria più fredda, indica al momento che la struttura portante del flusso atmosferico potrebbe orientarsi verso una maggiore ondulazione che permetterebbe così alle correnti settentrionali di abbassare il proprio raggio di azione a latitudini più meridionali. La presenza di scenari che continuano però a non mostrare sostanziali cambiamenti rispetto allo stato termico attuale ci invita ancora alla cautela e ad avere la pazienza di aspettare prima di sciogliere una prognosi che, proprio a partire da metà mese, diventa molto incerta: il fatto che ci siano scenari orientati a un calo termico, bilanciati da altri che rimangono improntati al mantenimento della situazione attuale, non fornisce ancora un segnale robusto. Osservare queste prime possibili modifiche è un primo passo perché il cambiamento di una configurazione sinottica parte sempre da una fisiologica incertezza su come potrebbe avvenire il cambiamento, ma oggi siamo solo al primo passo e non è assolutamente sufficiente per dare indicazioni attendibili a riguardo.