Il mistero dei buchi allineati sul fondo dell’Oceano Atlantico che sembrano fatti con una macchina da cucire. La loro origine?

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Il mistero dei buchi allineati sul fondo dell’Oceano Atlantico che sembrano fatti con una macchina da cucire. La loro origine?

Non la sa nessuno, ma la Noaa sospetta che il colpevole sia un animale
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Il 23 luglio, durante la spedizione Voyage to the Ridge 2022, i ricercatori dellOcean Exploration team della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) hanno scoperto sul fondale dell’Oceano Atlantico, a 2,5 Km di profondità al largo delle Azzorre,  diverse serie di e misteriosi buchi e non riescono a capire quale sia la loro origine. Si tratta di piccole cavità oblunghe allineate perfettamente e distanziate di circa 10 centimetri l’una dall’altra e che si ripetono, in alcuni casi, per diversi metri.

Mike Vecchione, un biologo NOAA esperto di organismi delle acque profonde di acque profonde. Spiega che «Sembra un po’ come se una macchina da cucire si sia fatta strada attraverso il fondo».

Giorni dopo aver visto le prime file di buchi allineati, i ricercatori ne hanno trovato altre, questa volta a circa 1.500 metri di profondità sull’altopiano sottomarino delle Azzorre. Alcuni hanno ipotizzato che i buchi fossero di natura biologica, forse un pesce che “cammina” sul fondo del mare, altri si sono chiesti se i buchi non siano creati da una qualche attrezzatura usata dall’uomo, su Twitter, dove il team di ricerca ha chiesto pareri, qualcuno ha parlato di extraterrestri, di una specie di granchio sconosciuta o di un mostro marino tipo quello di Loch Ness. La NOAA dice che gli scienziati «ipotizzano che i buchi siano probabilmente di origine biologica», inclusa la possibilità che siano stati creati dall’«appendice per nutrirsi i un grande animale».

Vecchione dice semplicemente (e scientificamente) che «Il ritrovamento è curioso e la simmetria dei fori inspiegabile,  molto probabilmente il colpevole è un animale. Penso che quello che sta succedendo è che c’è un animale che scava nel sedimento, sotto la superficie del sedimento, e periodicamente perfora i suoi tracciati fino al punto in cui trova l’acqua, forse per far circolare acqua pulita attraverso la sua tana».

Intorno all’apertura di ogni foro ci sono mucchietti di sedimenti, il che sta a indicare che una forza ha spinto dal basso. I ricercatori della NOAA non hanno potuto confermare se sotto la superficie i fori fossero collegati.

Ma non è la prima volta che Vecchione si imbatte in buchi come questi: nel 2004 ha puubblicato, insieme al norvegese Odd Aksel Bergman lo studio “Numerous Sublinear Sets of Holes in Sediment on the Northern Mid-Atlantic Ridge Point to Knowledge Gaps in Understanding Mid-Ocean Ridge Ecosystems” che illustra il ritrovamento di buchi allineati sulla dorsale medio-atlantica, ma da allora non è riuscito a trovare prove concrete a sostegno di nessuna delle possibili spiegazioni e in un’intervista a CBC Radio ha detto: «Sto pensando che questo sia davvero qualcosa di cui nessuno conosce la risposta. Non ho mai visto niente del genere prima».

La scoperta è stata fatta nell’ambito della spedizione Voyage to the Ridge 2022 , che sta esplorando e mappando le «aree di acque profonde poco conosciute della Charlie-Gibbs Fracture Zone, della Mid-Atlantic Ridge e dell’altopiano delle Azzorre». La dorsale medio-atlantica si estende per 10.000 miglia da nord a sud e la NOAA Ocean Exploration ricorda che è considerata «La catena montuosa più lunga del mondo e una delle caratteristiche geologiche più importanti della Terra. La maggior parte si trova sott’acqua e quindi in gran parte rimane inesplorata. Con una diffusione tettonica attiva, è luogo di frequenti terremoti», riferisce NOAA. Potrebbero formarsi bocche idrotermali dove il magma fornisce calore mentre sale sul fondo del mare. Questi sfiati sono noti per supportare diverse comunità chemiosintetiche. Tuttavia, poco si sa sulla vita in questi siti una volta che bocche idrotermali si sono estinte, o su quale vita si trova al di là delle bocche idrotermali, più lontano dalla zona di rift».

Commentando la scoperta, il geologo marino canadese John Jamieson, della Memorial University, sottolinea che «Sebbene i buchi siano indubbiamente misteriosi e affascinanti, non dovrebbero sorprendere. Il fondale marino è grande e non ne abbiamo nemmeno graffiato la superficie».

Jamieson studia i camini idrotermali di profondità che emettono l’acqua calda fino a 300° C  che scorre sotto le catene montuose e i vulcani sottomarini e si scaricano nel mare profondo. Ma quei buchi sul fondale sono enormi rispetto alle delicate “cuciture” trovate dal team NOAA sul fondale Medio Atlantico.

Anche se non è un biologo marino, Jamieson concorda sul fatto che la spiegazione più probabile sia che a fare quei buchi simmetrici sia un un animale scavatore, «Ma la forma dei buchi – aggiunge – fa riflettere. Normalmente una tana è in qualche modo sferica, mentre questi hanno una sorta di geometria di tipo rettangolare, quasi ad angolo retto. Non ho mai visto niente del genere prima.

Per sostenere la sua ipotesi di un animale scavatore, Vecchione indica la documentazione fossile: «Fossili di tubi sub-sedimentali con “camini” che portano in superficie sono stati scoperti in precedenza. Penso che sia un argomento contro qualsiasi tipo di spiegazione artificiale per questo».

Alla domanda se quell’animale potesse essere una specie attualmente sconosciuta all’uomo, Vecchione ha risposto semplicemente «Non lo so. E speravo che pubblicando le foto dei buchi sui social media qualcuno che fosse a conoscenza di questo tipo di fori si facesse avanti. Ma aspetto ancora una risposta. Sono passate settimane e tutto ciò che ricevo dalle persone sono ipotesi e niente di solido».

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