Quando la pioggia si infiltra nel sistema idrotermale: cosa raccontano i segnali sismo-acustici dei Campi Flegrei

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Quando la pioggia si infiltra nel sistema idrotermale: cosa raccontano i segnali sismo-acustici dei Campi Flegrei

di Rebecca Sveva Morelli, Dario Delle Donne, Stefano Caliro, Lucia Nardone, Massimo Orazi
tratto da INGVVULCANI

I vulcani manifestano la loro attività non soltanto con eruzioni spettacolari. Molto spesso la loro attività è silenziosa e continua, e si manifesta con emissioni di gas, vapore e acque calde. Questo insieme di processi prende il nome di attività idrotermale e comprende tutte le manifestazioni che collegano le strutture interne del vulcano alla superficie. Nei Campi Flegrei, una delle aree vulcaniche più studiate e densamente popolate d’Europa, uno dei luoghi in cui questa attività è più evidente è Pisciarelli, un sito idrotermale molto vicino alla Solfatara (Figura 1); si tratta di una zona con una superficie di circa un ettaro caratterizzata dalla presenza di fumarole, polle bollenti e potenti getti di vapore. In un recente studio, i ricercatori dell’INGV Osservatorio Vesuviano e dei Dipartimenti di Scienze della Terra dell’Università di Napoli Federico II (DISTAR) e dell’Università di Palermo (DiSTeM) hanno indagato le modalità con cui la pioggia influenza le modalità di rilascio dei fluidi idrotermali a Pisciarelli. Per osservare ciò che avviene sotto la superficie dei vulcani utilizziamo strumenti estremamente sensibili, tra cui i sismometri, che registrano le vibrazioni del terreno, ed i sensori infrasonici, che captano onde acustiche a bassissima frequenza, impercettibili all’orecchio umano.

Figura 1 - Mappa della caldera dei Campi Flegrei che mostra la posizione del campo idrotermale di Pisciarelli (stella verde), con le stazioni GPS più vicine, PIS e RITE, insieme agli epicentri dei terremoti registrati nell’area tra il 2019 e il 2022 con magnitudo MD > 0 (punti arancioni) e MD > 3 (stelle nere).
Figura 1 Mappa della caldera dei Campi Flegrei che mostra la posizione del campo idrotermale di Pisciarelli (stella verde), con le stazioni GPS più vicine, PIS e RITE, insieme agli epicentri dei terremoti registrati nell’area tra il 2019 e il 2022 con magnitudo MD > 0 (punti arancioni) e MD > 3 (stelle nere).

Cosa succede quando piove

Analizzando i dati raccolti tra il 2019 e il 2024, i ricercatori hanno osservato un comportamento sorprendentemente regolare. Dopo piogge intense aumenta la vibrazione continua del sottosuolo, il tremore sismico, mentre diminuisce il segnale acustico prodotto dal vapore che fuoriesce in superficie (Figure 2 e 3). Allo stesso tempo il livello dell’acqua nella polla idrotermale si innalza e il terreno si deforma leggermente, come se “si gonfiasse”. Tutti questi segnali raccontano la stessa storia: quando l’acqua piovana penetra nel sottosuolo entra in contatto con i fluidi caldi e con il vapore. Raffreddandoli, ne favorisce la condensazione, riducendo la quantità di vapore che raggiunge la superficie ma aumentando la pressione nei condotti sotterranei che alimentano l’attività idrotermale.

Figura 2 - (a, c) Le fotografie del campo idrotermale di Pisciarelli mostrano due diverse fasi di attività; cerchiato in rosso si vede il pozzetto in cemento in cui è installato il sensore sismico usato per la registrazione del tremore idrotermale; (a) fase di polla asciutta (23 settembre 2020): dalle fumarole escono forti emissioni di vapore mentre il tremore idrotermale (b) è basso; (c) fase di polla in ebollizione (24 settembre 2020): la polla è piena d’acqua che bolle vigorosamente, il vapore emesso dalle fumarole è meno intenso, mentre il tremore idrotermale è alto (d).
Figura 2 – (a, c) Le fotografie del campo idrotermale di Pisciarelli mostrano due diverse fasi di attività; cerchiato in rosso si vede il pozzetto in cemento in cui è installato il sensore sismico usato per la registrazione del tremore idrotermale; (a) fase di polla asciutta (23 settembre 2020): dalle fumarole escono forti emissioni di vapore mentre il tremore idrotermale (b) è basso; (c) fase di polla in ebollizione (24 settembre 2020): la polla è piena d’acqua che bolle vigorosamente, il vapore emesso dalle fumarole è meno intenso, mentre il tremore idrotermale è alto (d).
Figura 3 - Le immagini della webcam in prossimità del sito del 28 agosto 2021 mostrano il passaggio da polla asciutta (a) a polla in ebollizione (b, c) durante forti piogge, con il livello dell’acqua che aumenta rapidamente ed è accompagnato da un forte incremento dell’ampiezza del tremore sismico (d). Le immagini del 10 settembre 2021 mostrano invece il processo opposto: il passaggio da polla in ebollizione (e, f) a polla asciutta (g), associato a una marcata diminuzione dell’ampiezza del tremore (h). Il limite dell’acqua idrotermale nelle diverse fasi è indicato con linee rosse tratteggiate. Il palo lungo 1,5 m, usato come riferimento di scala nell’immagine, è evidenziato con un cerchio giallo tratteggiato.
Figura 3 – Le immagini della webcam in prossimità del sito del 28 agosto 2021 mostrano il passaggio da polla asciutta (a) a polla in ebollizione (b, c) durante forti piogge, con il livello dell’acqua che aumenta rapidamente ed è accompagnato da un forte incremento dell’ampiezza del tremore sismico (d). Le immagini del 10 settembre 2021 mostrano invece il processo opposto: il passaggio da polla in ebollizione (e, f) a polla asciutta (g), associato a una marcata diminuzione dell’ampiezza del tremore (h). Il limite dell’acqua idrotermale nelle diverse fasi è indicato con linee rosse tratteggiate. Il palo lungo 1,5 m, usato come riferimento di scala nell’immagine, è evidenziato con un cerchio giallo tratteggiato.

Il tremore: la firma della condensazione

Il tremore osservato a Pisciarelli è continuo e stabile e la sua sorgente si trova a poche decine di metri di profondità. I dati indicano che la sua genesi si deve alla condensazione del vapore: quando le bolle di gas incontrano acqua più fredda collassano rapidamente, generando variazioni di pressione che producono vibrazioni elastiche registrabili in superficie come un treno continuo di onde sismiche. Il tremore diventa così una vera e propria “firma” del processo di condensazione del vapore che avviene nel sottosuolo. In inverno, quando le piogge sono più abbondanti, la zona di condensazione si estende più in profondità; in estate, con precipitazioni ridotte, tende invece a restringersi.

Pioggia e terremoti: un legame sottile

L’ingresso dell’acqua piovana non genera soltanto tremore: provoca anche un aumento della pressione nel sistema idrotermale. Lo testimoniano l’innalzamento del livello dell’acqua nei condotti e piccole deformazioni del terreno. Le stime indicano che la pressione può crescere fino a circa 30 kPa, valori sufficienti a influenzare l’equilibrio delle rocce ed a innescare piccoli terremoti. Mettendo a confronto piogge, tremore, degassamento, deformazioni e sismicità emerge un quadro coerente (Figura 4). Nei mesi più piovosi la pressione del sistema idrotermale è più elevata: il livello dell’acqua nei condotti aumenta, il tremore è più intenso e i terremoti risultano mediamente più frequenti. Nei mesi estivi, più secchi, accade il contrario: il sistema tende a “svuotarsi”, il degassamento aumenta e l’attività sismica diminuisce.

Figura 4 - Serie temporale di quattro anni (2019–2022) che mostra: (a) le precipitazioni, (b) l’ampiezza del tremore idrotermale, (c) l’altezza dell’acqua idrotermale all’interno della polla, (d) il flusso di gas (e vapore) idrotermale in uscita dalla fumarola Soffione, (e) la velocità di sollevamento del suolo, (f) il numero medio settimanale di terremoti nell’area di Pisciarelli/Solfatara. Tutte le serie mostrano variazioni stagionali: in estate, quando le precipitazioni sono scarse, si osservano tremore idrotermale più basso, livello dell’acqua ridotto (evidenziato dalle bande rosa) e minore sismicità, mentre il flusso di gas e vapore delle fumarole è più alto. Queste variazioni stagionali sono però meno importanti rispetto alla tendenza di lungo periodo, che mostra un aumento progressivo del flusso di gas delle fumarole e della sismicità.
Figura 4 – Serie temporale di quattro anni (2019–2022) che mostra: (a) le precipitazioni, (b) l’ampiezza del tremore idrotermale, (c) l’altezza dell’acqua idrotermale all’interno della polla, (d) il flusso di gas (e vapore) idrotermale in uscita dalla fumarola Soffione, (e) la velocità di sollevamento del suolo, (f) il numero medio settimanale di terremoti nell’area di Pisciarelli/Solfatara. Tutte le serie mostrano variazioni stagionali: in estate, quando le precipitazioni sono scarse, si osservano tremore idrotermale più basso, livello dell’acqua ridotto (evidenziato dalle bande rosa) e minore sismicità, mentre il flusso di gas e vapore delle fumarole è più alto. Queste variazioni stagionali sono però meno importanti rispetto alla tendenza di lungo periodo, che mostra un aumento progressivo del flusso di gas delle fumarole e della sismicità.

Ma il vero motore è più profondo

Sebbene la pioggia possa contribuire ad attivare le dinamiche del sottosuolo, soprattutto quando le rocce si trovano già in condizioni di instabilità, è importante sottolineare che non può essere considerata il motore principale del bradisismo dei Campi Flegrei. Negli ultimi anni, infatti, sollevamento del suolo, emissioni di gas e attività sismica hanno mostrato un incremento costante, indipendentemente dalle precipitazioni (Figura 4), indicando che il vero motore del bradisismo risiede nel sistema magmatico profondo.

Misurare i gas ascoltandone la loro emissione acustica

Un ulteriore risultato riguarda la possibilità di stimare la quantità di gas emessa dal vulcano anche a distanza, senza esporre i ricercatori in zone potenzialmente pericolose, mediante la misura delle emissioni acustiche prodotte dalle fumarole. Le stime del flusso di gas ottenute dalle emissioni acustiche (Figura 4) risultano in buon accordo con le misure dirette di flusso effettuate in passato, suggerendo che questo approccio può rappresentare uno strumento affidabile e potenzialmente utilizzabile per il monitoraggio continuo dell’attività idrotermale.

Perché tutto questo è importante

Comprendere il funzionamento di un sistema idrotermale e distinguere tra processi superficiali e profondi permette di migliorare la capacità di riconoscere segnali anomali e precursori di possibili esplosioni idrotermali improvvise. Nei Campi Flegrei, dove vivono centinaia di migliaia di persone, questa conoscenza è fondamentale per ridurre i rischi legati a tali fenomeni. Per questo motivo, l’INGV ha ulteriormente potenziato la rete di strumenti che, “ascoltando” i segnali provenienti dal sistema idrotermale, mirano a comprendere sempre meglio l’evoluzione del sistema vulcanico dei Campi Flegrei.

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