UNO SCIVOLO PERTURBATO DAL CANADA AL MEDITERRANEO

0

UNO SCIVOLO PERTURBATO DAL CANADA AL MEDITERRANEO

UNO SCIVOLO PERTURBATO DAL CANADA AL MEDITERRANEO

di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera

Si sta ormai attenuando la circolazione di aria fredda responsabile delle condizioni instabili, a tratti perturbate, che hanno interessato la nostra penisola negli ultimi tre giorni: con l’evoluzione verso i settori meridionali della penisola balcanica della circolazione chiusa di bassa pressione, attualmente ancora presente al Sud ma che si attuerà proprio nel corso di questo fine settimana, si chiuderà una fase atmosferica che in questa seconda parte di novembre è stata per lo più caratterizzata dall’ingresso di correnti settentrionali di matrice marittima, in parte polare e in parte artica. Per uno scenario che va ce n’è però un altro pronto a entrare in scena a partire dai prossimi giorni, proprio con il debutto dell’inverno meteorologico che come sempre inizia il 1° dicembre.

Da un’analisi d’insieme del segnale che emerge dai calcoli probabilistici della modellistica numerica si ritiene infatti credibile che le redini del debutto della nuova stagione saranno in mano a un flusso atlantico molto teso, pilotato verso l’Europa e in parte verso il Mediterraneo centro-occidentale da un’intensificazione dell’attività ciclonica sul Canada, dove andrà a collocarsi la parte più consistente della struttura del vortice polare troposferico. Saremo così sottoposti a un’accelerazione della corrente a getto polare in uscita dal continente americano e i cui effetti sul tempo delle nostre latitudini saranno legati al grado della sua oscillazione, cioè alla sua predisposizione nel creare saccature ampie in evoluzione e quindi capaci di dar vita a perturbazioni organizzate: in un contesto quindi di flusso atlantico dominante, uno stato del tempo variabile o perturbato sarà deciso proprio da quanto questo nastro conduttore sarà capace di generare onde, la cui forma e posizione potrà essere inquadrata meglio man mano che ci avvicineremo all’evento da prevedere.

Anche se dovremo quindi procedere passo dopo passo per fornire i dettagli di un quadro evolutivo che comunque sembrerebbe ormai definito nelle linee generali almeno fino alla prima settimana di dicembre, su un aspetto possiamo dire di essere di fronte a una previsione che può essere più attendibile: quello termico. La provenienza delle correnti non dovrebbe infatti favorire afflussi freddi degni di nota che saranno comunque vincolati all’espansione meridiana delle saccature ed alla loro posizione: prevarrà aria umida e temperata atlantica che porterà il campo termico in quota ad oscillare intorno alle medie del periodo.

Nei bassi strati, come sempre, farà la differenza la copertura nuvolosa perché sarà molto probabile, in questo contesto, avere temperature minime e massime rispettivamente superiori e inferiori o vicine al clima di inizio dicembre. Desidero concludere questo intervento con un consiglio: quello di non lasciarvi abbindolare da fantomatiche previsioni di irruzioni di aria gelida attese nelle prossime settimane, basate solo su eventi di riscaldamenti stratosferici polari in atto o previsti intorno a Natale. L’evoluzione in troposfera di un evento di Stratwarming – termine utilizzato proprio per indicare il sensibile aumento della temperatura in stratosfera che va a destabilizzare il Vortice Polare – non è scontata, è complessa e gli eventuali segnali di propagazione vanno seguiti passo dopo passo senza saltare a facili conclusioni che, magari, sono proprio quelle più appetibili da pubblicare per poi passare con la rete a strascico per raccogliere più lettori possibili. Il rispetto per la meteorologia passa anche dalle nostre scelte. Un abbraccio a tutti e buon fine settimana.

Share.

Leave A Reply