La NASA ha spento uno degli strumenti scientifici della sonda Voyager 1 per cercare di mantenerla in funzione
Questo iconico veicolo spaziale, lanciato 49 anni fa e ora a oltre 25 miliardi di chilometri dalla Terra, sta per esaurire l’energia
di Meghan Bartels/Scientific American
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La storica sonda Voyager 1 è un passo più vicina alla fine del suo percorso scientifico.
Venerdì scorso la NASA ha spento uno dei tre strumenti ancora operativi per risparmiare energia, dopo che i livelli di carica della sonda erano calati inaspettatamente durante una manovra alla fine di febbraio, secondo quanto riportato in un comunicato dell’agenzia.

“Anche se spegnere uno strumento scientifico non è la scelta preferita da nessuno, è l’opzione migliore disponibile”, ha dichiarato Kareem Badaruddin, responsabile della missione Voyager presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA in California. “Il gruppo rimane concentrato sul mantenere entrambe le Voyager in funzione il più a lungo possibile.”
Voyager 1 e la sua gemella, Voyager 2, sono state lanciate nel 1977 per un grande tour del sistema solare esterno. Voyager 1 ha sorvolato Giove, Saturno e la luna più grande di quest’ultimo pianeta, Titano, il tutto nel giro di pochi anni dal suo lancio. Da allora, ha continuato a spostare i confini dell’esplorazione umana oltre il sistema solare. La sonda si trova attualmente a 25,39 miliardi di chilometri dalla Terra e viaggia a una velocità superiore a 82.000 chilometri all’ora

Ma il viaggio ha messo a dura prova l’alimentazione nucleare della sonda, che non genera più neanche lontanamente la stessa quantità di energia di quando è stata lanciata. Fin dalla fine degli anni ottanta, la NASA ha disattivato uno dopo l’altro gli strumenti scientifici di ciascuna sonda Voyager per ridurre la quantità di energia necessaria per mantenerle operative – e venerdì scorso un altro dispositivo a bordo di Voyager 1 si è spento definitivamente.
Quello strumento, l’esperimento Low-Energy Charged Particles (LECP), misurava particelle, tra cui ioni, elettroni e raggi cosmici. I suoi dati hanno aiutato gli scienziati a comprendere i fronti di pressione e altre strutture all’interno del mezzo interstellare che riempie il vuoto oltre i confini del sistema solare.

Gli ingegneri della NASA avevano stabilito già da tempo l’ordine in cui gli strumenti delle due sonde gemelle sarebbero stati disattivati via via che invecchiavano e perdevano potenza. Prima di questo mese, l’ultima perdita di uno strumento della Voyager 1 era avvenuta nel febbraio 2025, quando gli ingegneri avevano disattivato il suo esperimento sul sottosistema dei raggi cosmici. Voyager 2 ha perso il suo esperimento LECP poco dopo; attualmente dispone di tre strumenti scientifici operativi.
Ora Voyager 1 sta raccogliendo dati solo con il suo magnetometro e il suo sottosistema per le onde di plasma. Data l’attuale disponibilità di energia della sonda, la NASA prevede che sarà in grado di operare in questa configurazione per circa un anno. Durante quel periodo, l’agenzia spaziale lavorerà per mettere a punto un piano chiamato “Big bang”, progettato per aiutare entrambe le sonde Voyager a risparmiare energia e prolungarne le operazioni. Tale procedura sarà testata su Voyager 2 a partire dal mese prossimo.