Un devastante tsunami causato da una frana in un fiordo dell’Alaska evidenzia la necessità di un sistema di allerta precoce
L’analisi della frana che nell’agosto scorso ha alzato un’onda di tsunami di 480 metri nel fiordo di Tracy Arm, frequentata meta turistica, suggerisce alcune strategie per un rilevamento precoce di eventi simili
di Michael E. West ed Ezgi Karasözen/The Conversation
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La sera del 9 agosto 2025, i passeggeri della Hanse Explorer avevano finito di scattare selfie e girare video del ghiacciaio South Sawyer, e la nave stava risalendo il fiordo. Dodici ore dopo, una frana proveniente dalla montagna adiacente si è riversata inaspettatamente nel fiordo, provocando il secondo tsunami più alto mai registrato nella storia.
Facciamo ricerche su terremoti e tsunami presso l’Alaska Earthquake Center e uno di noi ricopre il ruolo di sismologo dello Stato dell’Alaska. In un nuovo studio effettuato con i colleghi, descriviamo in dettaglio come quella frana abbia spinto un’onda di acqua e detriti alta 481 metri sull’altro lato del fiordo – più in alto dell’ultimo piano del grattacielo Taipei 101 a Taiwan – per poi proseguire lungo il Tracy Arm. La forza dell’acqua ha spogliato le pareti del fiordo fino a lasciare la roccia nuda.
Erano appena passate le cinque del mattino in una giornata uggiosa e, fortunatamente, non c’erano navi nelle vicinanze. Nei mesi successivi, alcune compagnie di crociera hanno iniziato a evitare Tracy Arm. Tuttavia, le condizioni che hanno portato a questo evento non sono affatto un caso isolato in questo fiordo.
Le frane sono comuni nelle montagne costiere dell’Alaska, dove il rapido sollevamento, causato dalle forze tettoniche e dalla perdita di ghiaccio a lungo termine, converge con le forze erosive delle precipitazioni e dei ghiacciai in movimento. Ma negli ultimi anni è emerso un modello curioso: diverse frane di grande entità si sono verificate proprio alla base di un ghiacciaio in ritirata.
Sebbene i meccanismi siano ancora poco chiari, queste montagne sembrano diventare instabili quando il ghiaccio scompare. Quando la frana colpisce l’acqua, la quantità di moto di milioni di tonnellate di roccia si trasforma in onde di tsunami.
Lo stesso fenomeno si sta verificando dall’Alaska alla Groenlandia e alla Norvegia, talvolta con conseguenze letali. In tutto l’Artico, i paesi stanno cercando di fare i conti con questo pericolo crescente. Le alternative non sono allettanti: evitare vaste fasce di costa oppure convivere con un rischio di cui si sa ancora poco. Riteniamo che i sistemi di allerta abbiano un ruolo fondamentale, ma solo se gli scienziati avranno una comprensione più approfondita di dove e quando potrebbero verificarsi le frane.
Segnali che indicano l’imminenza di una frana
La frana di Tracy Arm ne è un esempio lampante.
La frana si è verificata in agosto, quando le acque oceaniche calde e le precipitazioni più intense favoriscono sia il ritiro dei ghiacciai sia il cedimento dei pendii. Il ghiacciaio al di sotto dell’area della frana aveva subito un rapido distacco – grandi blocchi di ghiaccio che si staccavano e cadevano in acqua – e si era ritirato di oltre mezzo chilometro nei due mesi precedenti. Stavano cadendo forti piogge. La pioggia penetra nelle fratture della montagna e le spinge verso il cedimento aumentando la pressione dell’acqua nelle fessure.
Particolarmente preoccupanti sono le migliaia di piccole scosse sismiche registrate nella zona della frana nei giorni precedenti il crollo del versante montuoso.
Riteniamo che questa combinazione di segnali sarebbe stata sufficiente per emettere allerte progressive rivolte a tutte le navi nelle vicinanze, nonché alle abitazioni e alle attività commerciali che avrebbero potuto subire danni a causa di uno tsunami, almeno un giorno prima del cedimento – se fosse esistito un programma di monitoraggio.
Gli allarmi a intensità crescente vengono usati per qualsiasi evenienza, dal terrorismo alla sicurezza delle centrali nucleari, dalle valanghe all’attività vulcanica. Non eliminano il rischio, ma rendono più facile per le persone convivere in sicurezza con i pericoli.
Per esempio, sebbene le valanghe continuino a mietere vittime, i sistemi di allerta hanno svolto un ruolo essenziale nel rendere i viaggi invernali fuori pista più sicuri per un numero maggiore di persone. Il crollo a Tracy Arm dimostra quello che sarebbe possibile fare per le frane.
Come potrebbe essere un sistema di allerta
Riteniamo che la combinazione delle condizioni meteorologiche e del rapido ritiro dei ghiacciai a inizio agosto 2025 fosse probabilmente sufficiente per emettere un’allerta che avvisasse la popolazione che il pericolo poteva essere temporaneamente elevato in una zona generica. Su una scala giallo-arancione-rosso, si tratterebbe di un’allerta gialla.
La nostra ricerca degli ultimi anni ha dimostrato che, una volta iniziata una grande frana, è possibile rilevarla e misurarla nel giro di un paio di minuti. In questo lasso di tempo, le onde sismiche nell’area circostante possono indicare le dimensioni approssimative della frana e se si è verificata in prossimità di acque aperte.
Un programma di monitoraggio in grado di comunicare rapidamente queste informazioni sarebbe in grado di emettere un allarme rosso, segnalando un evento in corso.
Il programma di allerta tsunami della National Oceanic and Atmospheric Administration ha dedicato decenni a perfezionare la diffusione rapida dei messaggi. Un sistema di allerta avrebbe offerto scarso aiuto alle navi nelle immediate vicinanze, ma avrebbe potuto fornire forse dieci minuti di preavviso a coloro che hanno affrontato il terribile tsunami più lontano. Negli Stati Uniti non esiste ancora un sistema di monitoraggio delle frane su questa scala. La sua realizzazione richiederà la collaborazione tra le agenzie statali e federali, nonché il potenziamento delle reti di monitoraggio e comunicazione. Anche in tal caso, non sarà infallibile.
Comprendere il rischio, non eliminarlo
I sistemi di allerta non eliminano completamente il rischio, ma rappresentano un’opzione migliore rispetto all’assenza totale di avvertimenti. Nel corso del tempo, contribuiscono inoltre a sensibilizzare le comunità e i visitatori, abituandoli a considerare questi pericoli.
Molti dei luoghi più affascinanti della Terra presentano pericoli significativi. I fiordi artici sono tra questi. Gli stessi processi che creano questo pericolo – il ritiro dei ghiacciai, il terreno ripido, la geologia dinamica – sono anche ciò che rende questi paesaggi così affascinanti. Il mix di ghiacciai, acque ghiacciate e montagne ripide è esattamente ciò che attira le persone in questi luoghi. Le persone continueranno a visitarli e a viverli. La questione non è se questi luoghi debbano essere evitati del tutto, ma come aiutare le persone a prendere decisioni più consapevoli. Riteniamo che un monitoraggio geofisico e meteorologico più rigoroso, unito a nuove ricerche e canali di comunicazione, sia il primo passo.
Il 9 agosto, i visitatori hanno attraversato inconsapevolmente un paesaggio sull’orlo del cedimento. Un sistema di allerta avrebbe potuto fornire alle agenzie turistiche e alle persone presenti nell’area le informazioni necessarie per compiere scelte più consapevoli ed evitare di essere colti di sorpresa.