Cambiamenti climatici e futuro del vino nel mondo: a rischio i vigneti italiani (VIDEO)
Al Merano Wine Festival allarme sui possibili impatti del cambiamento climatico su vinificazione e biodiversità. «Cambiare drasticamente le abitudini, altrimenti sarà il clima a cambiare la società»
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Il 27esimo Merano WineFestival appena conclusosi ha ospitato la tavola rotonda “Il futuro del vino tra cambiamenti climatici, nuove opportunità nella produzione e aspettative dei consumatori” introdotta dal climatologo meranese Georg Kaser che ha sottolineato: «Il cambiamento di clima con un progressivo aumento di temperatura pone soprattutto il viticoltore di fronte a nuove sfide. Da una parte la protezione dai possibili danni da surriscaldamento e da un ritardo della maturazione e dalla seconda parte anche al cambiamento della fertilità del suolo e di cicli alterati di diversi microorganismi. L’impatto del cambiamento climatico impone un graduale spostamento dei vigneti ad altitudini più elevate cambiando radicalmente le varie micro aree vitivinicole. Quali sono i provvedimenti che dovranno essere addottati da subito e quali sono i possibili scenari nei prossimi 30 – 50 anni in vista di scelte agronomiche e gestionali per mantenere un alto livello qualitativo delle produzioni?»

La star del convegno è stata Lee Hannah, climatologo del Betty and Gordon Moore Center for Ecosystem Science and Economicsdi Conservation International e della Bren School of Environmental Science and Management dell’università della California – Santa, noto per i suoi studi che ipotizzano che «Le regioni vinicole più importanti del mondo, dal Cile alla Toscana, dalla Borgogna all’Australia vedranno diminuire le loro aree coltivabili dal 25% al 73% entro il 2050, e ciò costringerà i viticoltori a piantare nuovi vigneti in ecosistemi precedentemente indisturbati, a latitudini più alte o altitudini più elevate, eliminando le specie vegetali e animali locali».
A Merano Kaser ha detto che «Attualmente, il mondo si sta indirizzando sul peggiore delle due proiezioni con impatti devastanti per la nostra vita e in particolare per la viticoltura. Anche un aumento di temperatura di 1,5 gradi avrebbe delle conseguenze gravi sulla coltivazione della vite e sulla qualità del vino, e non solo. Per questo motivo la società dovrebbe cambiare immediatamente le abitudini, altrimenti sarà il clima a cambiare la società in modo drastico».
Hannah ha guidato il team di ricercatori statunitensi, cinesi, cileni che nel 2013 ha pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) lo studio “Climate change, wine, and conservation” dal quale veniva fuori che fra qualche decennio i vigneti potrebbero essere impiantati nel Parco Nazionale di Yellowstone negli Usa o nelle pianure della Russia occidentale. La principale scoperta del team di ricercatori guidato da Conservation international è che «Il cambiamento climatico avrà un forte impatto su numerose regioni attualmente conosciute per la viticoltura e sposterà questa pratica verso zone inabituali, il che danneggerà o metterà probabilmente sotto pressione le risorse naturali essenziali e gli ecosistemi sui quali si basano gli esseri umani e gli animali».
