La sorgente estesa della sequenza sismica in Venezuela del 24 giugno 2026

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La sorgente estesa della sequenza sismica in Venezuela del 24 giugno 2026

Tratto da INGV

Nella notte tra il 24 ed il 25 giugno 2026 la costa settentrionale del Venezuela è stata colpita da una sequenza sismica, con due forti eventi, stimati dall’USGS rispettivamente di magnitudo 7.2 e 7.5, localizzati nell’area di Morón e avvertiti in modo disastroso anche nella regione della capitale Caracas. In questo articolo illustriamo un modello preliminare di sorgente sismica (faglia) ottenuto a partire da immagini radar da satellite (SAR); queste ultime vengono elaborate con la tecnica interferometrica (InSAR), tramite cui è possibile ottenere in tempi rapidi una mappa della rottura sulla faglia. 

Anche se rappresentiamo il terremoto come un fenomeno che si verifica in un punto (l’ipocentro), ma è una rottura della crosta terrestre lungo un piano di scorrimento (la faglia) che può estendersi anche per molti chilometri, in larghezza e in profondità, arrivando talvolta ad affiorare in superficie. Possiamo quindi parlare di una faglia estesa lungo la quale anche l’entità dello scorrimento (slip) non è costante, bensì varia da zero a un valore massimo, in funzione principalmente dalla magnitudo dell’evento.

Ad un terremoto si accompagnano sempre delle deformazioni permanenti del suolo, che hanno anch’esse hanno un picco massimo, generalmente in prossimità dell’epicentro, e vanno gradualmente a zero, allontanandosi da questo. In questo caso, oltre alla magnitudo, un ruolo importante lo svolge la profondità dell’evento: terremoti profondi generano deformazioni permanenti minori di terremoti superficiali, a parità di magnitudo. I satelliti vedono queste deformazioni e partendo da queste è possibile capire di quanto una faglia si sia mossa.

Questo tipo di modellazione permette di andare oltre la semplice localizzazione epicentrale e la magnitudo, offrendo una descrizione più fisica e completa del processo sismogenetico, contribuendo a comprendere meglio l’impatto della sequenza sul territorio venezuelano.

Faglia nella visualizzazione 3D, disponibile in modo interattivo sul portale INGV della sorgente estesa

ll modello della sorgente è stato ottenuto con 2 dataset InSAR ed è caratterizzato da una faglia orientata Est-Ovest (strike 264°), quasi verticale (dip 82°) e un meccanismo di rottura prevalentemente laterale destro (rake 168°). La porzione di faglia interessata dalla rottura è lunga circa 180 km, con un picco di scorrimento di circa 3.6 m a una profondità di 11.1 km. Il rilascio di energia è pari a 2.70𑛀10^20 Nm, corrispondente a un terremoto di magnitudo 7.6.

Visualizzazione della distribuzione dello scorrimento sul piano di faglia: i colori indicano l’intensità dello scorrimento, mentre le frecce descrivono la direzione. Essendo una visualizzazione frontale approssimativamente da Nord, Ovest si trova a destra dell’immagine, Est a sinistra.

L’analisi della sorgente è stata fatta usando immagini radar da satellite che contengono tutte le deformazioni prodotte dalla rottura lungo la faglia, ovvero quelle prodotte da entrambi gli eventi. Questo spiega perché la magnitudo di questo modello risulta pari a M 7.6, leggermente più alta rispetto a quella stimata per il singolo evento principale (Mw 7.5 – USGS).

Visualizzazione della faglia su mappa: poiché si tratta di una faglia quasi verticale, per una migliore comprensione dei valori dello scorrimento è opportuno far riferimento all’immagine di sopra, con una vista frontale approssimativamente da Nord.

Sebbene il modello che presentiamo sia ancora preliminare, esso consente già di proporre una prima interpretazione del processo di rottura, particolarmente importante in assenza, al momento, di dati sismologici locali dettagliati. Secondo questa ricostruzione, la rottura potrebbe essersi avviata nella porzione occidentale della faglia, dove lo scorrimento ha interessato livelli relativamente superficiali della crosta. 

Il principale rilascio di energia, associato probabilmente al primo evento, sembra invece localizzarsi nell’area prossima a Morón, dove il modello indica uno scorrimento massimo di circa 2.5 metri a una profondità di circa 20 kmDa qui la rottura avrebbe continuato a propagarsi lungo la faglia, in direzione di Caracas, con una velocità dell’ordine di 3-3.5 km/s. Dopo circa 30-40 secondi, il processo avrebbe coinvolto anche una seconda area, più vicina alla capitale, a circa 10 km di profondità, dove si sarebbe verificato il massimo rilascio di energia dell’intera sequenza, con uno scorrimento stimato fino a 3.6 metri.

Descritta in questi termini, la sequenza può essere interpretata non come due fenomeni completamente indipendenti, ma come un unico processo di rottura complessocaratterizzato da due principali zone di rilascio di energia lungo la stessa struttura tettonica.

Immagine InSAR del campo di deformazione generato dal terremoto. Ogni frangia corrisponde a circa 2.8 cm di spostamento; nelle zone più vicine alla costa si stima uno spostamento del terreno fino a 80 cm. I dati InSAR sono stati generati con le immagini dei satelliti Sentinel-1 (Copernicus program).

Dal 2025 l’INGV, nell’ambito delle attività del GeoSAR Lab, ha realizzato una piattaforma per la visualizzazione e la distribuzione di prodotti relativi ad eventi sismici significativi in Italia e nel mondo; il portale della Sorgente Estesa è caratterizzato da un visualizzatore interattivo 3D studiato appositamente per valorizzare di questi prodotti, corredati da spiegazioni accessibili a tutti e link utili per lo download dei dati per analisi tecnico-scientifiche.

La produzione dei dati InSAR e dei modelli di sorgente è frutto di una preziosa e continuativa collaborazione fra due enti di ricerca pubblici italiani: l’IREA-CNR e l’INGV. Grazie a questa collaborazione, oggi siamo in grado di fornire le soluzioni di sorgenti sismiche per eventi rilevanti, come quello del Venezuela, a poche ore dall’evento e a scala globale.

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