IL PEGGIORAMENTO DEL FINE SETTIMANA, UN PICCOLO BANCO DI PROVA DELLE DINAMICHE AUTUNNALI: ECCO PERCHÉ
IL PEGGIORAMENTO DEL FINE SETTIMANA, UN PICCOLO BANCO DI PROVA DELLE DINAMICHE AUTUNNALI: ECCO PERCHÉ
di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera
Mentre il secondo impulso di aria relativamente più fresca sta attraversando la nostra penisola sotto una ventilazione settentrionale e condizioni di instabilità che si attardano sulle estreme regioni meridionali, volgiamo lo sguardo a ovest e in particolare alla modesta circolazione depressionaria presente in quota, nella forma di una goccia fredda, in prossimità delle coste portoghesi (fig. 1).
Sarà questa figura barica a determinare il cambiamento del tempo nel corso del fine settimana, iniziando a coinvolgere le nostre regioni di Nord-Ovest nel pomeriggio di domani (sabato 25) ed estendere la propria influenza alle restanti regioni settentrionali e a gran parte di quelle centrali nel corso della giornata di domenica.
A tal proposito, è significativo far notare che l’evoluzione del sistema instabile passerà attraverso la formazione di una saccatura piuttosto sviluppata che nascerà in seguito a una parziale risalita della goccia fredda verso il Golfo di Biscaglia, sufficiente da essere agganciata dal flusso perturbato principale di origine atlantica. Ci ritroveremo così, nel cuore dell’estate meteorologica, con il passaggio da ovest verso est di un vero e proprio cavo d’onda che sarà inizialmente piuttosto stretto e che sarà quindi in grado di portare con sé caratteristiche dinamiche di tutto rispetto per questo periodo dell’anno (fig. 2, a sinistra).

Sarà infatti significativa la risalita in quota da sud-ovest, lungo il ramo ascendente della saccatura, delle condizioni di vorticità positiva (ciclonica) utili allo sviluppo delle correnti ascensionali che sostengono i moti convettivi, come saranno significative l’accelerazione della corrente a getto in alta troposfera e la divergenza effettiva di tale flusso sulla verticale delle nostre regioni centro-settentrionali (fig. 2, a destra).
Abituati come siamo a vedere la presenza di anticicloni ingombranti che proprio nel periodo estivo impediscono al flusso perturbato di trovarsi un varco alle nostre latitudini, l’azione congiunta di una goccia fredda già parcheggiata a ovest e di un successivo aggancio del flusso perturbato diventano, in pratica, il modo per creare una situazione a tratti perturbata che merita sicuramente di essere seguita con attenzione.

Anche dall’analisi della carta del tempo prevista al livello del mare (fig. 3) si evince l’effetto della divergenza effettiva del flusso in quota con la formazione, sul Golfo Ligure, di una modesta figura bassa pressione di circa 1007 hPa e delle due annesse superfici frontali, di limitata estensione, di natura calda e fredda: questo dettaglio sinottico ci informa, quindi, che si verificherà anche una convergenza dei flussi ai bassi livelli, importante per veicolare l’energia potenziale presente nei bassi strati.
Da questa descrizione possiamo allora comprendere che la tipologia di peggioramento ricorda abbastanza quelli di stampo autunnale, quando le prime saccature atlantiche iniziano a entrare alle nostre latitudini: sebbene ci troveremo, in questa situazione, a uno stadio poco più che embrionale dello sviluppo ciclonico, emerge comunque una situazione che diventa potenzialmente in grado di dar luogo a fenomeni anche piuttosto sviluppati e intensi. Tra l’altro le tempistiche del passaggio della saccatura, attesa tra il pomeriggio di sabato e giornata di domenica, potrebbero essere tali da rendere partecipe anche la superficie marina nelle ore notturne quando, come è noto, il divario termico mare-terra è a vantaggio del primo che presenta una temperatura tra i 27 e i 29 °C e che è più caldo del normale tra i 3 e i 5 °C (fig. 4).

