RITORNO AL MEDIOEVO

0

RITORNO AL MEDIOEVO

RITORNO AL MEDIOEVO

di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera


Negli ultimi decenni, la scienza ha fatto passi da gigante. Nel campo della fisica dell’atmosfera e della meteorologia, siamo arrivati a osservare il tempo dall’alto con una sempre più crescente dovizia di particolari grazie ai satelliti e a prevederne l’evoluzione con una modellistica numerica che ha sviluppato tecniche sempre più affidabili per poter tracciare una linea di tendenza fino a medio e lungo termine. Se negli Anni Ottanta una previsione meteorologica a cinque giorni era solo immaginazione, oggi possiamo dare indicazioni anche a 10-15 giorni e produrre scenari mensili, stagionali e climatici per sapere quale potrebbe essere il comportamento futuro del tempo alle diverse scale temporali. Tutto questo è stato possibile grazie al miglioramento continuo dello stato di conoscenza dell’atmosfera e dell’informatica: un connubio perfetto che grazie a studiosi, ricercatori e professionisti del settore ci permette oggi di sapere come funziona la macchina del tempo meteorologico e di studiarne l’evoluzione in modo affidabile.

Di ogni stato meteorologico possiamo quindi prevederne l’evoluzione. Di ogni condizione atmosferica che subentra con l’insediamento di una configurazione barica possiamo spiegarne così gli effetti calcolati dai modelli grazie alla conoscenza dei processi dinamici e termodinamici che caratterizzano quel disegno barico: quante volte abbiamo per esempio spiegato come si forma una cupola di calore parlando dei moti di subsidenza del campo anticiclonico e di compressione adiabatica di una massa d’aria che si surriscalda per spiegare il raggiungimento di quelle temperature calcolate proprio dai modelli? “Moti di subsidenza” e “compressione adiabatica” sembrano concetti astrusi ma rappresentano, invece, aspetti di dinamica e di termodinamica dell’atmosfera: basta aprire un libro e avere il desiderio di imparare.

Anche la presenza del pulviscolo sahariano che è rimasto in sospensione in questi giorni, previsto con largo anticipo dai modelli numerici, è la conseguenza dell’azione congiunta tra una circolazione ciclonica presente ad ovest del continente e il promontorio nord africano: i due ingranaggi di bassa e di alta pressione, che alle nostre latitudini ruotano rispettivamente in senso antiorario e orario, non solo hanno causato una potente avvezione di aria calda subtropicale ma hanno anche determinato in quota l’immissione in circolo di ingenti quantitativi di polveri sahariane, prelevate dall’entroterra algerino, che hanno dato al nostro cielo un colore rossastro e reso il sole opaco a seguito della modifica dello “spessore ottico” degli strati atmosferici causata proprio dalla presenza della polvere sahariana. Anche lo “spessore ottico” si trova sui libri di fisica e non è un’invenzione.

Se poi vogliamo parlare anche dei grossi chicchi di grandine che sono caduti dalle imponenti strutture temporalesche transitate ieri in Pianura Padana, quante volte abbiamo detto che il calore è una forma di energia che può essere messa in circolazione per produrre fenomeni, semplicemente perché l’atmosfera funziona sostanzialmente come una “macchina termica”? Ancora una volta dobbiamo chiedere alla termodinamica e al suo secondo principio che troviamo sempre in un libro di fisica. Volendo, basterebbe aprirlo e avere il desiderio di imparare.

In questi giorni ne ho dette di ogni. Pensare che siamo nel 2026 e vedere che sembra di essere tornati indietro di mille anni a livello culturale fa davvero tanta, ma tanta impressione.

Share.

Leave A Reply