14 Aprile 2010: l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjallajökull che spaventò l’Europa
15 anni fa, la nube di fumo e cenere causata dal vulcano islandese, paralizzava i voli aerei in Europa
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Se vi foste trovati a viaggiare in Europa alla fine di aprile 2010, probabilmente ve ne ricordereste con un po’ di disappunto: per oltre una settimana, il traffico aereo fu completamente paralizzato. Seguirono altri sei mesi di ritardi, cancellazioni e disagi vari, finché a fine ottobre la situazione non tornò più o meno normale. A provocare questo bailamme fu l’eruzione del vulcano Eyjafjöll in Islanda, che, dopo un periodo di attività debole e intermittente, decise di risvegliarsi il 14 aprile 2010: il giorno dopo, gli aeroporti di mezzo mondo erano andati in tilt.
Lo Eyjafjöll è un vulcano alto 1666 metri, attivo dall’ era glaciale, completamente coperto dal ghiacciaio Eyjafjallajökull (come spesso è stato chiamato il vulcano), uno dei più grandi dell’Islanda, nella parte meridionale dell’isola. Il suo nome è traducibile come ghiacciaio dei monti delle isole, perché la montagna domina l’arcipelago delle Vestmann, visibile dalla sua sommità.

La nube emessa dal Vulcano, ripresa dai satelliti della NASA