IL PROBABILE PASSAGGIO TEMPORALESCO DI MARTEDÌ 21: UNA BREVE SPIEGAZIONE SULLE CAUSE CHE POTREBBERO DAR LUOGO A FENOMENI INTENSI

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IL PROBABILE PASSAGGIO TEMPORALESCO DI MARTEDÌ 21: UNA BREVE SPIEGAZIONE SULLE CAUSE CHE POTREBBERO DAR LUOGO A FENOMENI INTENSI

IL PROBABILE PASSAGGIO TEMPORALESCO DI MARTEDÌ 21: UNA BREVE SPIEGAZIONE SULLE CAUSE CHE POTREBBERO DAR LUOGO A FENOMENI INTENSI

di Andrea Corigliano – Fisico dell’Atmosfera

Il peggioramento temporalesco che è atteso per la giornata di domani e che, come abbiamo detto in sede di analisi, interesserà soprattutto il Nord-Est e il versante adriatico, sarà dovuto all’inserimento in quota di una particolare disposizione delle correnti che si muoveranno sulla coda di una blanda saccatura in spostamento dal Mar Baltico alle regioni dell’est europeo. Già a partire dalla mattinata, l’avvicinamento dell’asse della modesta conca depressionaria all’arco alpino occidentale creerà i presupposti affinché il flusso in avvicinamento all’asse con componente settentrionale fuoriesca ruotando la direzione di moto all’incirca di novanta gradi (si osservino le frecce nere nella figura a sinistra).

Questo brusco cambio di direzione del vento conferirà alla colonna atmosferica proprio quella caratteristica necessaria affinché la massa d’aria, molto calda e umida presente ancora nei bassi strati, venga risucchiata per formare nubi a prevalente sviluppo verticale che sono, come sappiamo, la fucina di nubifragi, grandinate e colpi di vento. Per rendere più comprensibile questa dinamica, pensiamo a un’automobile che a velocità sostenuta arriva a un incrocio a L e che, senza decelerare o facendolo in minima parte, imbocca la nuova strada e prosegue a tutta velocità: è altamente probabile che con questa manovra azzardata il veicolo faccia un testacoda e che quindi si metta a ruotare su se stesso acquistando proprio quella vorticità che caratterizza i moti atmosferici. In questo caso la vorticità sarà antioraria e quindi ciclonica: il pacchetto di aria che si muoverà seguendo le correnti portanti in quota si comporterà quindi come l’automobile che imbocca l’incrocio a L.

Questo stato vorticoso dell’atmosfera attiverà probabilmente condizioni di instabilità dalla Lombardia verso il Nord-Est e l’Emilia Romagna tra la tarda mattinata e il pomeriggio e poi verso le regioni centrali tra il pomeriggio e la serata risultando probabilmente più attivo sulle aree interne e sul versante adriatico, dalle Marche fino al Gargano (figura a destra). Ecco spiegato il motivo per cui, sulle zone appena menzionate, sarà medio-alta la probabilità di assistere alla formazione di temporali anche intensi che si presenteranno con tutto il corollario di fenomenologia associata. Non si esclude la formazione di qualche fenomeno anche tra il Piemonte orientale e le aree interne di Liguria e Toscana che si troveranno ai margini dell’azione perturbatrice, come non sono esclusi sconfinamenti anche sulle zone interne del versante tirrenico. Temperature in calo sulle regioni interessate dai fenomeni, partendo dal Nord e in successiva estensione anche al Centro.

Infine, una nota. Si ricorda la difficoltà previsionale di situazioni come quella appena descritta perché, come sappiamo, parliamo della formazione di fenomeni generalmente intensi – ma che non ovunque si presentano con la stessa intensità nella fenomenologia generata – che sono caratterizzati da un rapido sviluppo e da una altrettanto rapida evoluzione su aree relativamente ristrette. Può quindi succedere che nelle zone menzionate, dove è generalmente elevata la probabilità di formazioni temporalesco e, ci siano aree in cui succede poco o nulla.

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