UNA PRIMA BOZZA DI ANALISI SUL CAMBIO DI CIRCOLAZIONE CHE POTREBBE PORTARE ALLA FINE DELL’ONDATA DI CALDO
UNA PRIMA BOZZA DI ANALISI SUL CAMBIO DI CIRCOLAZIONE CHE POTREBBE PORTARE ALLA FINE DELL’ONDATA DI CALDO
Abbiamo davanti una settimana di caldo intenso, ma anche di condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni di forte intensità che nei prossimi giorni si formeranno sull’arco alpino per poi sconfinare, a tratti, anche sulla Pianura Padana perché le regioni settentrionali si troveranno sul confine del promontorio nord africano. Cercando però di spingere lo sguardo verso orizzonti temporali che si collocano a cavallo tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima, si inizia ad apprezzare un cambiamento del quadro sinottico che potrebbe porre fine a questa onda di calore.

Il segnale che infatti inizia ad emergere in chiave probabilistica riguarda l’espansione meridiana di una saccatura alimentata da aria artica marittima verso l’Europa Centrale, spalleggiata a ovest dall’Anticiclone delle Azzorre che andrebbe a posizionare i propri massimi, in quota e al suolo, tra le Isole Britanniche e l’Islanda. I due ingranaggi barici farebbero quindi scorrere correnti settentrionali verso le basse latitudini europee e quindi, potenzialmente, anche verso la nostra penisola. Non è però ancora possibile conoscere i dettagli su quanta aria più fresca potrebbe raggiungere il Mediterraneo centrale perché, come spesso accade in questo tipo di dinamiche, la quantità di massa d’aria più fresca che potrebbe spostarsi verso sud dipenderà dai tempi che avrà il sistema ondulatorio – formato cioè dalla cresta anticiclonica e dal cavo depressionario – di evolvere verso levante e quindi, in pratica, dalla velocità con cui il campo di alta pressione avanzerà verso l’Europa spingendo l’irruzione verso est.
In estrema sintesi, la difficoltà della modellistica numerica sarà quella di calcolare, nel modo più realistico possibile, la traiettoria meridionale di un flusso di aria più fresca mentre questa traiettoria subirà uno spostamento ovest-est per l’espansione zonale del campo anticiclonico: non è semplice e la distanza dall’evento pone ancora incertezze proprio sull’intreccio di questi due fattori da cui dipenderà, essenzialmente, la dose di aria più fresca o relativamente più fresca destinata alle nostre regioni. Vedremo se l’obiettivo sarà almeno quello di riportare le temperature a oscillare intorno alle medie del periodo: di questi tempi, sarebbe già un successo. Ne riparleremo quando potremo dare qualche altra informazione in più rispetto a quanto scritto in questo intervento